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Corso residenziale - L'importanza della Corretta Identificazione del Donatore all’Interno del Processo Trasfusionale

La “corretta identificazione del donatore e/o del paziente” costituisce una delle principali raccomandazioni cui dover ottemperare nell’ambito della politica della clinical governance per gli errori in sanità. Rientra tra uno degli standard della JCI nell’area della sicurezza del paziente rappresentando l’elemento-chiave di gestione organizzativa, clinica ed assistenziale rispetto all’impedire del verificarsi dell’evento sentinella: “procedura in paziente sbagliato”. Errori umani per possibili “scambi accidentali di persona/paziente” da parte degli operatori sanitari tutti possono infatti aver luogo in qualsiasi momento diagnostico o terapeutico nell’ambito delle diverse fasi del processo di erogazione delle cure sanitarie, come ad esempio: la somministrazione della terapia farmacologica, l’effettuazione di trasfusioni di sangue ed emoderivati, l’esecuzione di interventi chirurgici, l’applicazione di specifiche procedure diagnostiche quali esami ematici etc... I pazienti, anche in ragione del ricorso alle cure sanitarie ricovero possono infatti essere non collaboranti, sedati, o comunque manifestanti alterazioni dello stato di coscienza e vigilanza; possono avere disturbi di comprensione linguistica o non conoscere affatto la nostra lingua; manifestare disturbi per alterazioni degli organi di senso Errori umani per scambi accidentali di persona possono accadere in qualsiasi contesto: dal pronto soccorso alla sala operatoria, dalla degenza al day hospital, dalle attività ospedaliere a quelle territoriali di tipo ambulatoriale. Poiché dunque “i setting assistenziali” sono nella realtà molteplici è necessario prevedere altrettante specifiche coerenti modalità di “corretta ed univoca ID”, da doversi impiegare, a cura degli operatori tutti, a seconda del contesto specifico in cui si trovano ad operare. Così, mentre un bracciale apposto al paziente fin dal primo momento del ricovero, con “barcode e dati ID univoci” potrà di molto aiutare a contenere e ridurre possibili errori umani degli operatori in tutte le fasi diagnosticoterapeutiche, clinico-assistenziali del paziente soprattutto durante il suo ricovero in ospedale, altrettanto, l’impiego di specifici e ben codificati identificativi per l’utenza ambulatoriale, cui risulta impensabile avvalersi dell’uso del bracciale ID, potrà soddisfare al meglio il medesimo obiettivo, riguardante appunto la dimensione della sicura ID dell’utente/paziente medesimo.

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Pubblicato da -, il giorno 4 dicembre 2019

Categorizzato in Corso, Distretto Treviso, Distretto Asolo, Distretto Pieve di Soligo, Dicembre, 2019

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