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L'Ospedale di Oderzo sarà premiato dall'Accademia dei gatti magici

(n.142/2018) Le hanno offerto il calore di una casa, l’affetto di una famiglia, un pasto garantito tre volte al giorno ma lei, allontanata dal suo luogo del cuore, è andata in depressione: non mangiava più ed era sempre triste. A quel punto la “mamma adottiva” non ha potuto far altro che riportarla nel suo “habitat naturale”: l’ospedale di Oderzo. Non appena ha rivisto il portone d’ingresso del nosocomio, Tenny ha ritrovato l’appetito e il sorriso, diventando la mascotte di tutti coloro che frequentano il presidio ospedaliero.  
Dopo la vicenda della cagnolina che, nell’ambito del progetto Therapet, ha aiutato la ripresa di una paziente risvegliatasi dal coma all’ospedale di Treviso, arriva, dal presidio opitergino, un'altra commovente storia, a conferma di come le strutture sanitarie possano attivare percorsi di umanizzazione che includano anche i “migliori amici dell’uomo”.  
Tenny, questo il nome della protagonista della vicenda, è una micia che è stata adottata dall’ospedale di Oderzo, da lei scelto come casa. Per la sensibilità dimostrata il nosocomio  e la persona che più di ogni altra si è occupata della micia, Carmen D’Angelo, impiegata dell’ufficio cassa, saranno premiati dall’Accademia dei Gatti Magici, che periodicamente assegna un riconoscimento a coloro che hanno fatto qualcosa di meritevole nei confronti degli animali. Tra i premiati degli ultimi anni l’ex ministro Frattini, Vittorio Feltri, Gino Paoli, Sergio Zavoli, Giorgio Celli.  

Tenny è approdata all’ospedale di Oderzo nell’autunno scorso: lì ha trovato subito l’affetto di parte del personale della struttura, che si è preso cura di lei. Rispettosa e discreta Tenny non ha mai creato problemi con la sua presenza, evitando rigorosamente di entrare in ospedale, nonostante le porte aperte. Lei staziona davanti all’ingresso o si aggira nel perimetro esterno, sempre pronta a regalare miagolii di felicità e e a farsi coccolare da chi varca le porte della struttura. Con l’arrivo dell’inverno Carmen, preoccupata per le sorti della micia, aveva deciso di portarla a casa “per evitare di lasciarla giorno e notte in strada e darle l’affetto di una famiglia”. Ci hanno provato tutti e in tutti i modi, nella Carmen’s family,  a far sentire protetta e amata la gatta che però, con il passare dei giorni, diventava sempre più triste. “A quel punto non mi è rimasto altro da fare che riportarla in ospedale dove ha subito ritrovato la sua serenità”,  racconta Carmen. Tornata in via Luzzati, Tenny è stata ufficialmente e definitivamente adottata non solo dall’intero nosocomio, pazienti e personale, ma, anche da molti opitergini che periodicamente portano in portineria crocchette e scatolette per la “gatta dell’ospedale”.

“Lavoriamo intensamente per dare ai nostri assistiti cure di eccellenza e strutture all’avanguardia e questa è la nostra mission – commenta il direttore generale, Francesco Benazzi -.  Fatta questa doverosa premessa va ricordato sia che la nostra Azienda si occupa anche, con i Servizi Veterinari,  degli animali e del loro benessere sia che storie come quella di Oderzo, così come quella della cagnolina che al Ca’ Foncello ha aiutato la sua padrona a riprendersi dopo il risveglio dal coma sono la conferma dell’importanza dell’umanizzazione nelle cure e del ruolo che gli animali da affezione possono avere per il nostro benessere, psichico e fisico”.   


Altre Informazioni

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 2 Marca trevigiana, il giorno 16 luglio 2018

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