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La replica dell'ULSS 2 alle dichiarazioni del sig.Sasso. Terapia antidolorifica alla moglie somministrata in modo tempestivo e continuativo

(n. 178/2019)In relazione al caso sollevato dal sig. Piercarlo Sasso, con un’intervista rilasciata a un’emittente locale, relativamente alla terapia antalgica di cui la moglie non avrebbe potuto usufruire, l’Ulss 2 precisa quanto segue:
 
  • il 14 novembre 2018 la paziente è stata visitata presso il Centro per il decadimento cognitiva a Borgo Cavalli. In quell’occasione, oltre alle indicazioni terapeutiche per la demenza, veniva prescritta visita specialistica per terapia antalgica legata a una lombalgia. L'impegnativa veniva presentata al CUP di Villorba, dove la paziente veniva inserita in lista d’attesa.
     
  • dal  25 novembre la terapia antidolorifica veniva avviata al San Camillo (dove la signora era stata ricoverata su indicazione del Pronto  Soccorso del Ca’ Foncello per altra patologia). La terapia antidolorifica è stata poi somministrata in modo continuativo, fino al decesso avvenuto il 2 maggio, dal personale delle cure domiciliari dell’Ulss 2 alla paziente  nelle strutture in cui è stata accolta.
“Capisco il dolore del sig. Sasso per la scomparsa della moglie e gli sono vicino – commenta il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi - ma respingo l’accusa secondo cui la paziente sarebbe rimasta senza cure per otto mesi. La presa in carico, all’ospedale San Camillo prima e in Casa di riposo poi, è stata assolutamente adeguata: in tutte le strutture la signora è stata seguita dal personale sanitario per le varie patologie, compresa la lombalgia per la quale è stata somministrata, in modo continuativo, la terapia antidolorifica.   
 
A fronte di una presa in carico assolutamente corretta ciò che invece non ha funzionato, e di cui devo scusarmi con il Sig. Sasso, – aggiunge Benazzi – è stata la comunicazione tra i vari Servizi dell’Ulss. Il fatto che il ricovero della paziente non sia stato comunicato a chi si occupa delle Liste d’attesa ha fatto sì che la paziente rimanesse inserita in Lista. Di qui la telefonata fatta a casa della paziente, purtroppo già deceduta, per fissarle l’appuntamento. Per evitare che possano ripetersi simili spiacevoli episodi - conclude Benazzi – ho dato immediate disposizioni per migliorare il sistema di comunicazione tra le anagrafi dei vari servizi”.

Altre Informazioni

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 2 Marca trevigiana, il giorno 30 luglio 2019

Categorizzato in News, Cronaca