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Trombosi venosa profonda: 400 in cura ogni anno al San Giacomo

(N.197/2018) In 150 oggi pomeriggio tra medici, infermieri e farmacisti ospedalieri per la conferenza voluta da Ulss 2 Marca trevigiana, con il patrocinio di Siapav e I.o.v. su uno dei temi di maggior rilevanza, il tromboembolismo venoso e cancro. L’appuntamento si è svolto nella sala convegni dell’ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto ed aveva presenti tra l figure più significative al mondo sul tema. “La trombosi venosa profonda ed embolia polmonare fanno parte della stessa malattia, denominata tromboembolismo venoso,  che rappresenta la terza causa di mortalità cardiovascolare dopo infarto e ictus. Il tromboembolismo venoso spesso si presenta senza una causa apparente – spiega Adriana Visonà, direttore di Angiologia dell’ospedale di Castelfranco Veneto, l’anima di questo importante evento e past president di Siapav - La sua incidenza è in aumento, soprattutto con l’aumentare dell’età, e di patologie associate, in particolare i tumori. La relazione esistente tra tromboembolismo venoso e tumori maligni è nota da molto tempo, e sempre confermata dagli studi clinici su pazienti con trombosi e con cancro. E’ stato ampiamente dimostrato che i pazienti con cancro hanno un maggior rischio di sviluppare trombosi venosa, soprattutto quando affrontano immobilizzazione prolungata, interventi chirurgici, chemioterapia. D’alta parte la trombosi venosa in assenza di fattori di rischio può rappresentare una manifestazione precoce di un tumore non ancora manifesto”.

 I pazienti seguiti per trombosi venosa profonda  sono circa 400 all’annogestiti sia come ricoveri ordinari sia come ospedalizzazione domiciliare. Ovviamente la presa in carico viene effettuata per entrambe le tipologie di setting assistenziale. Lo studio del tromboembolismo venoso rappresenta uno dei primari interessi della UOC di Angiologia: “A Castelfranco Veneto è stato sviluppato un vero e proprio modello virtuoso grazie a dei medici e infermieri che ci mettono tanta passione per il lavoro oltre che professionalità. Cosa questa preziosa che possiamo vantare in tutta la nostra Ulss – sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana -  Una presa in carico completa dei pazienti con trombosi venosa viene abitualmente attuata nel nostro reparto di angiologia: dalla diagnosi, alla terapia con anticoagulanti, ai controlli nel tempo, il paziente viene seguito in collaborazione con il medico di medicina generale”. Sempre in un’ottica di gestione multidisciplinare in collaborazione con i colleghi dei distretti di Treviso e Pieve di Soligo, sono stati organizzati negli ultimi anni eventi formativi sul tromboembolismo venoso e sono stati condotti studi clinici che sicuramente, oltre al contributo scientifico, hanno portato ad un miglioramento dell’assistenza. “Soprattutto il paziente con trombosi e cancro necessita di una presa in carico al fine di offrire il miglior trattamento sia come tipologia di farmaci sia come durata del trattamento – aggiunge Adriana Visonà -  Mantenendo la centralità del paziente, è indispensabile la collaborazione fra lo specialista angiologo e oncologo. L’angiologia castellana rappresenta una realtà favorevole per attuare prevenzione e cura del tromboembolismo venoso anche in pazienti oncologici che vengono sottoposti ad intervento di chirurgia oncologica, ulteriore fattore di rischio per la trombosi venosa .


Altre Informazioni

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 2 Marca trevigiana, il giorno 2 ottobre 2018

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