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Tubercolosi a Motta, Presidente Regione Veneto risponde a una mamma

(AVN) Venezia, 10 aprile 2019
Il Presidente della Regione del Veneto ha inviato un’articolata mail di risposta alla signora che gli aveva scritto in merito ai casi di TBC a Motta di Livenza (Treviso), rivolgendogli delle domande “urgenti” e lamentando un disinteresse della Regione al problema. Il testo è il seguente.
“Gentile Signora, ho ricevuto la mail con la richiesta di risposte ad alcune sue domande venerdì alle 22.30 e, prima che potessi  prenderne visione e risponderle, è uscito un articolo di giornale. Mi è dispiaciuto molto, anche se capisco le sue preoccupazioni. Mi permetta di considerare che non mi sembra corretto che Lei inizi la sua mail scrivendo “le spiego”, perché fa intendere di essere un po’ prevenuta, e che mi ha colpito leggere che da parte mia non ci sarebbe stato “nessun tipo di intervento”, perché non è vero.
Me ne sono invece occupato personalmente, assieme a tutti i tecnici della Regione e dell’ULSS 2, fin dal primo momento. 
Lei non può immaginare quante volte, soprattutto di fronte a problemi di sanità, si lavori molto, ma in silenzio, perché i problemi di salute si affrontano in concreto, come facciamo sempre, ma non si risolvono certo andando sui giornali. La prego di riflettere. Se, al contrario, invece che lasciar lavorare gli esperti e seguirne il cammino passo dopo passo, avessi fatto comunicazione su questa cosa, quanti mi avrebbero accusato: ”cosa c’entra Zaia?”…”Si fa politica sulle teste dei bambini”…
Come le dicevo, ho lavorato in silenzio, ho sentito tutti i giorni il DG Benazzi e i tecnici, e ai tecnici mi sono affidato, ricevendo l’informazione che tutti i protocolli attivati erano in linea con le indicazioni scientifiche in materia di contagio da Tbc.
Ma non basta. E’ giusto che Lei sappia che tutti i consulenti tecnici sono ancora a vostra totale disposizione per risolvere i dubbi che inevitabilmente insorgono, e che ho chiesto io al dott. Benazzi di  coinvolgere un’autorità nazionale in materia, come il Professor Rezza dell’Istituto Superiore di Sanità. Ho telefonato io, personalmente, una domenica mattina. 
Abbiamo ben chiara la situazione, e chiedo a Lei e alle altre mamme che mi scrive di rappresentare, ma delle quali non conosco il nome, di rendersi conto che si tratta di una situazione cha andava affrontata sul piano tecnico e scientifico, come è stato fatto e ripetutamente comunicato dall’ULSS 2, e non con inutili dichiarazioni sui giornali.
Mi risulta peraltro che, sul problema, siano stati organizzati tre momenti di informazione alle persone coinvolte, a uno dei quali ha partecipato anche il Prof. Rezza. Occasioni in cui chiunque avrebbe potuto rivolgere agli esperti le domande che Lei ha inviato a me. Ma capisco, magari Lei e le mamme che mi ha scritto di rappresentare, non avevate potuto partecipare.
Ed è sul piano tecnico che ho fatto predisporre, le risposte, che qui allego, alle domande che mi ha inviato con la sua mail, redatte da un esperto di grande qualità. Spero potrà apprezzare la serietà.
Le assicuro che, fin dal primo momento, ho condiviso le vostre preoccupazioni per l’evento e mi sono messo al lavoro, in silenzio, per dare risposte concrete, e la saluto cordialmente”.

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Pubblicato da Ufficio Stampa Regione Veneto, il giorno 11 aprile 2019

Categorizzato in News, Salute