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Ulss 2, contro l'influenza usati i vaccini raccomandati. In corso approfondimenti su possibili mutazioni virus

(n. 36/2019) In relazione a quanto comparso negli ultimi giorni sugli organi di informazione in relazione al tema vaccinazione antinfluenzale l’Ulss precisa quanto segue:

  1. Come ogni anno l’Azienda Sanitaria ha messo a disposizione degli assistiti il vaccino raccomandato dalle Autorità Sanitarie Internazionali e Nazionali. In particolare tutti i soggetti di età superiore ai 65 anni hanno ricevuto il vaccino adiuvato, vaccino in grado di stimolare una migliore risposta immunitaria nelle persone con sistema immunitario meno efficiente. Il vaccino quadrivalente non adiuvato è stato somministrato, invece, alle persone con patologie croniche di età inferiore ai 65 anni.  
  2. Come risulta dalla letteratura scientifica sul tema, alcune persone non rispondono alla vaccinazione antinfluenzale, rimanendo quindi suscettibili alla malattia. A ciò va aggiunto il fatto  che il virus dell’influenza ha, come caratteristica propria, la tendenza a mutare anche in tempi ravvicinati (questo il motivo per il quale ogni anno viene proposta una nuova composizione vaccinale). Queste mutazioni determinano, talora, un’inefficacia o una efficacia parziale della vaccinazione. 
  3. Scopo principale della vaccinazione antinfluenzale è di evitare le complicanze, specie quelle gravi dell’influenza, non tanto quello di evitare qualche giorno di malattia, ad evoluzione generalmente benigna. 
  4. Tutti i virus circolanti isolati nei soggetti ammalati di influenza dalla Microbiologia del Ca’ Foncello di Treviso, risultano contenuti nei vaccini somministrati agli assistiti dell’Ulss 2, pur essendo verosimilmente interessati da qualche mutazione. Non ha circolato in modo significativo il ceppo influenzale B, peraltro contenuto (in una delle due varianti) anche nel vaccino trivalente adiuvato. Le possibili mutazioni sono attualmente oggetto di approfondimento scientifico e di confronto tra i Laboratori specialistici attivi a livello nazionale.

In una logica di massima trasparenza e collaborazione il primario dell’Unità Operativa di Microbiologia del Ca’ Foncello, dottor Roberto Rigoli, sta predisponendo un’informativa sul tema che sarà messa a disposizione dell’Ordine dei Medici.


Altre Informazioni

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 2 Marca trevigiana, il giorno 26 febbraio 2019

Categorizzato in News, Salute