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Venerdì convegno al Ca' Foncello per celebrare i 100 anni degli Assistenti Sanitari

(n. 118/2019) “Cent’anni dalla nascita dell’assistente sanitario: una professione che si rinnova al passo con i cambiamenti della comunità”. Questo il titolo del convegno, in programma venerdì 17 maggio nella sala convegni del Ca’ Foncello di Treviso. Obiettivo dell’evento evidenziare le best practice professionali e implementare proposte di soluzioni innovative per migliorare l’efficacia e l’appropriatezza professionale.

A cent’anni dalla nascita di questa professione, gli assistenti sanitari continuano a lavorare per la collettività, la famiglia e la persona. La loro mission e` rivolta al mantenimento dello stato di salute della persona nel suo complesso.
L’assistente sanitario è l’unica figura professionale specificatamente formata negli ambiti specialistici della prevenzione e promozione della salute, al fine di individuare i bisogni di salute e le priorità` di intervento preventivo, educativo e di recupero. Questi professionisti concorrono alla realizzazione di iniziative dirette alla tutela dei diritti dei cittadini riferite alla promozione della salute, fungendo da operatori di rete per l'integrazione ospedale-territorio. 
Quella dell’assistente sanitario può essere considerata sia come una professione “di aiuto” tesa a prevenire e rimuovere stati di disagio, che una professione “di sviluppo” in quanto tende a incentivare e sviluppare qualità già presenti o potenziali delle persone nella gestione della propria salute.
L'attività` degli assistenti sanitari si concretizza, inoltre, nella prevenzione delle malattie infettive e cronico degenerative, così come nella prevenzione degli infortuni e malattie professionali, oltre che nella tutela della salute materno-infantile, della famiglia e nella scuola. Il loro operato produce la riduzione di incidenza delle malattie e il numero di ricoveri e di decessi provocati da malattie prevenibili. 
La loro capacità di analizzare il bisogno di salute della popolazione e dei singoli ne fa un’attenta sentinella nel riconoscere precocemente le situazioni di fragilità, mentre il loro ruolo di attivatori dei servizi di rete intra ed extra aziendali li rende curatori e promotori di un modello di qualità centrato sul benessere della comunità e della persona.


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Altre Informazioni

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 2 Marca trevigiana, il giorno 13 maggio 2019

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