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Presentato oggi il Profilo di salute

Nel 2045, nell’Azienda Ulss 9 di Treviso, gli anziani con più di 64 anni saranno 217 ogni 100 ragazzi minori di 15 anni. Nel 2011, gli anziani over 64 che vivevano soli erano 19.000 (di cui 4500 over 85): 5000 in più di 10 anni prima. Sono in calo i fumatori ma si comincia a fumare a 14 anni e la media di sigarette al giorno è di 10. I trevigiani che fanno buona attività fisica sono il 44% ma più del 27% si dichiara sedentario. Due persone su 3 consumano alcol e circa un quinto di coloro che sono tra i 50 e i 69 anni ne fa un consumo elevato; in circa un terzo dei giovani tra i 20 e i 34 anni si registra però un consumo “Binge”. Le cardiopatie ischemiche continuano ad essere la prima causa di morte ma la demenza e l’Alzheimer sono cresciute più del doppio rispetto a 10 anni fa. Tra i decessi precoci per tumore collegati a fattori di rischio, 1 su 2 sono attribuibili al fumo, 1 su 5 al sovrappeso. La spesa farmaceutica totale è di 88.153.346 annui con un 45% che riguarda gli ultrasettantenni. Ci sono però 84.000 trevigiani che non risultano avere contatti con il Sistema Sanitario Nazionale. Nel 2015 sono state ricoverate 7655 persone per malattie cardiovascolari, è previsto che nel 2015 saranno 9179. In provincia di Treviso si sono abbattute le morti per incidenti stradali, dalle 139 del 2001 alle 57 del 2015. Gli incidenti sul lavoro dal 2008 al 2013 sono calati del 33%. Tutti numeri che sono solo alcuni dati del Profilo di Salute dell’Azienda Ulss 9 redatto dal rispettivo Dipartimento di Prevenzione. Il documento è stato presentato oggi a Treviso dal Direttore generale Francesco Benazzi insieme al dr. Domenico Scibetta, Direttore Sanitario, al dr. Pier Paolo Faronato, Direttore della funzione territoriale, e il dr. Mauro Ramigni del Dipartimento di Prevenzione. Il compito di un “Profilo di Salute” è quello di fornire notizie sui determinanti di salute sia “distali” (di natura socio-economica e ambientale) che “prossimali” (i comportamenti individuali legati alla salute) oltre a descrivere le principali cause di morte e malattia, conseguenze dell’effetto combinato di questi determinanti e di fattori di natura genetica ben più difficilmente modificabili. “La disponibilità di queste informazioni spiega Benazzi – da un supporto fondamentale a noi addetti ai lavori e a tutta la comunità nel definire le priorità, assumere decisioni, pianificare e realizzare le strategie che consentano di raggiungere un migliore livello di salute. La classica definizione dell’OMS che descrive la salute come stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia, infatti, anche se accusata di essere utopistica, rimane il punto di riferimento verso cui orientare gli sforzi di una comunità che promuove la salute e che quindi vuole intervenire sui suoi determinanti”. “Il risultato finale di questo processo – prosegue - dovrebbe essere la stesura di un Piano per la Salute della comunità che veda impegnata l’intera società in un’azione di promozione della salute. Un profilo di salute redatto all’interno di un’azienda sanitaria locale, però, diventa necessariamente anche un punto d’appoggio per lo sviluppo della programmazione aziendale. Grazie ad esso potrà essere elaborata una visione comune degli obiettivi da raggiungere; punto d’arrivo (ma anche di partenza) per un processo di pianificazione e di azione che identifichi le strategie a breve e medio termine, le azioni mirate, gli eventuali nuovi modelli organizzativi”.

Altre Informazioni

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 9, il giorno 25 maggio 2016

Categorizzato in News, Istituzionale, Salute, Cronaca