(n. 110/2026) C'è una zampa appoggiata accanto a un letto preparato per la chemioterapia. E c'è uno sguardo familiare che accompagna un percorso di cura fatto di terapie, attese e speranza. Ieri, mercoledì 10 giugno, al Day Hospital Oncologico dell'Ospedale di Montebelluna, Barbara Guerra ha potuto affrontare la propria seduta di chemioterapia con accanto Joy, la sua inseparabile labrador, protagonista della prima applicazione della procedura sperimentale sviluppata dall'Ulss 2 per consentire, in condizioni controllate e autorizzate, la presenza del proprio animale d'affezione durante la terapia.
L'iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti in un percorso già avviato nei mesi scorsi. Durante il ricovero all'Ospedale Ca' Foncello di Treviso per l'intervento chirurgico correlato alla malattia, Barbara aveva infatti ottenuto l'autorizzazione a incontrare quotidianamente Joy in reparto. Ieri, per la prima volta, la cagnolina ha potuto accompagnarla anche durante una fase attiva del trattamento oncologico, in un contesto assistenziale particolarmente delicato, caratterizzato dalla presenza di pazienti fragili e immunocompromessi.
“Per me essere qui con lei è una gioia, in tutti i sensi – racconta Barbara - Vado a scaricare la tensione e lo stress della terapia, anche se qui si sta bene. Mi ritengo molto fortunata, perché in tutto il decorso della malattia sono stata assistita al meglio. Mancava Joy, ma ora è qui con me. Ha vissuto la mia malattia, e poterla avere qui oggi mi è di grande sollievo”.
La possibilità di avere Joy accanto durante la terapia è il risultato di un percorso condiviso tra la paziente, i familiari e l'Azienda sanitaria, che ha portato all'apertura di un confronto multidisciplinare finalizzato a coniugare umanizzazione delle cure e sicurezza assistenziale.
La sperimentazione, prima di questo tipo in Veneto in un ospedale pubblico, è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l'Oncologia dell'Ospedale di Montebelluna e ha coinvolto la Direzione Medica, il Day Hospital Oncologico, il Risk Management, il Servizio Aziendale per la Prevenzione del Rischio Infettivo, il Servizio di Igiene Urbana Veterinaria e tutti i professionisti dedicati all'assistenza. Il lavoro svolto ha consentito di definire una procedura aziendale che disciplina l'accesso dell'animale in condizioni rigorosamente controllate e previamente autorizzate.
“La presenza di Joy accanto a Barbara durante la chemioterapia rappresenta un momento importante per la nostra Azienda e per il percorso di umanizzazione delle cure che stiamo portando avanti – dichiara il direttore generale dell'Ulss 2, Giancarlo Bizzarri –. Questa esperienza nasce dall'ascolto di un bisogno concreto espresso da una paziente e dalla capacità dei nostri professionisti di trasformarlo in un progetto organizzativo sicuro e sostenibile. Ringrazio l'équipe dell'Oncologia di Montebelluna, la Direzione Medica, il Servizio Veterinario, tutti gli altri servizi coinvolti per il lavoro svolto. Un ringraziamento particolare anche a tutte le associazioni che nel territorio si occupano di questo ambito”.
Per rendere possibile l'iniziativa è stata predisposta un'organizzazione dedicata, al di fuori dell'ordinaria attività assistenziale del Day Hospital, in modo da garantire il rispetto delle esigenze degli altri pazienti e la corretta gestione degli spazi e dei percorsi di cura.
Il progetto rientra in un più ampio percorso di umanizzazione delle cure ed è stato sostenuto attraverso una raccolta fondi dedicata promossa dall'Ulss 2. Le risorse raccolte consentono di sviluppare e consolidare le attività necessarie per rendere possibile la presenza degli animali d'affezione nei percorsi assistenziali. La raccolta fondi prosegue con l'obiettivo di sostenere l'evoluzione del progetto e favorirne, in futuro, l'estensione ad altre strutture aziendali.
“Ogni giorno noi medici oncologi e tutto il personale infermieristico cerchiamo di rendere l’ambiente accogliente per soddisfare i bisogni non solo fisici del paziente, ma anche emotivi – commenta il dottor Ottaviano Tomassi, dirigente medico del reparto di Oncologia a Montebelluna che ha in cura Barbara -. Aver avuto l’opportunità d mettere in atto questo progetto ci fa pensare che per il futuro si possa migliorare ulteriormente questa forma di assistenza, vista l’importanza che l’affettività riveste nel percorso di cura dei pazienti oncologici”.
Al termine del periodo previsto di sperimentazione, verrà effettuata una valutazione finale degli aspetti clinici, organizzativi e di sicurezza, sulla base della quale sarà valutata la possibilità di estendere il progetto all’intera Azienda.