Al via la campagna di comunicazione sulle Case della Comunità: testimonial Stefani, Gerosa, Barutz, Georgette Polizzi e Mirko Bernardinello. Tre spot per raccontare la nuova sanità di prossimità e promuovere l’utilizzo del 116117 e del Fascicolo Sanitario Elettronico
Data di pubblicazione: 03 settembre 2026
>>> Spot e materiali al link: https://drive.google.com/drive/folders/1UT2S7K9K-FT3fxZv4vBuxkjM33lOXbbJ?usp=drive_link
Prende il via la campagna regionale di comunicazione sulle Case della Comunità, un progetto promosso dalla Regione del Veneto per informare i cittadini sui nuovi servizi sanitari territoriali e sulle corrette modalità di accesso alle cure. Si tratta di una campagna capillare, che utilizzerà tutti i principali strumenti di comunicazione: dai materiali grafici sul territorio ai canali digitali, alla stampa e alle emittenti televisive locali. Il fulcro sarà rappresentato da tre spot video, realizzati con testimonial riconoscibili e pensati per raccontare in modo semplice e diretto, anche con un po’ di ironia, il nuovo modello di sanità di prossimità. La campagna coinvolgerà tutte le Ulss, con messaggi e contenuti declinati anche in base alle specificità dei diversi territori è stata presentata oggi allo stand veneto della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior del Lido, presenti, tra gli altri, il Presidente della Regione, Alberto Stefani e l’Assessore alla Sanità Gino Gerosa.
I tre spot
I tre filmati vedranno protagonisti volti noti che racconteranno, ciascuno dal proprio punto di vista, il significato delle Case della Comunità, le modalità di accesso e i servizi disponibili.
I tre filmati vedranno protagonisti volti noti che racconteranno, ciascuno dal proprio punto di vista, il significato delle Case della Comunità, le modalità di accesso e i servizi disponibili.
- Il primo vede protagonisti il presidente della Regione, Alberto Stefani, in dialogo con Barutz, interprete della iconica“nonna Marisa”. Punta sulla necessità di scegliere consapevolmente le strutture sanitarie a cui rivolgersi, attraverso un linguaggio semplice e immediato. Nella sequenza sarà proprio “nonna Marisa” a spiegare al presidente quanto sia conveniente scegliere la Casa della Comunità e perché.
- L’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, è invece testimonial di uno spot ambientato all’interno di una Casa della Comunità. Qui incontra Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo, proprio per mano del Professor Gerosa, in attesa di sottoporsi a una visita di controllo presso una Casa della Comunità, dove troverà una risposta appropriata e mirata ai propri bisogni di salute.
- Georgette Polizzi, artista e influencer, racconta infine la propria esperienza con la sclerosi multipla e l’importanza del Fascicolo Sanitario Elettronico, uno strumento che le ha semplificato la gestione delle informazioni e dei percorsi sanitari.
Tre storie diverse, accomunate da un unico obiettivo: avvicinare i cittadini a una sanità più semplice, accessibile e vicina alle persone.
Non solo promozione: un cambiamento nelle abitudini
L’obiettivo della campagna non si esaurisce nella promozione delle nuove strutture. Il messaggio che la Regione intende veicolare riguarda un vero e proprio cambiamento nelle abitudini di accesso ai servizi sanitari. In particolare, la campagna punta a far conoscere e a promuovere l’uso corretto del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente, contribuendo così a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.
Un altro elemento centrale è il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), la banca dati digitale che raccoglie le informazioni sanitarie del cittadino, che può essere consultata in ogni momento dal paziente e, nel rispetto delle autorizzazioni previste, dai professionisti sanitari che lo assistono.
L’obiettivo della campagna non si esaurisce nella promozione delle nuove strutture. Il messaggio che la Regione intende veicolare riguarda un vero e proprio cambiamento nelle abitudini di accesso ai servizi sanitari. In particolare, la campagna punta a far conoscere e a promuovere l’uso corretto del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente, contribuendo così a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.
Un altro elemento centrale è il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), la banca dati digitale che raccoglie le informazioni sanitarie del cittadino, che può essere consultata in ogni momento dal paziente e, nel rispetto delle autorizzazioni previste, dai professionisti sanitari che lo assistono.
Le due fasi della campagna
La campagna è articolata in due fasi.
La prima, affidata ai testimonial, è dedicata alla promozione della consapevolezza da parte dei veneti – l’awareness – sull’esistenza e sulle funzioni delle Case della Comunità, sul numero unico 116 117 per le richieste non urgenti e sul
La campagna è articolata in due fasi.
La prima, affidata ai testimonial, è dedicata alla promozione della consapevolezza da parte dei veneti – l’awareness – sull’esistenza e sulle funzioni delle Case della Comunità, sul numero unico 116 117 per le richieste non urgenti e sul
Fascicolo Sanitario Elettronico.
La seconda fase sarà invece declinata sui territori delle diverse Aziende Ulss e si concentrerà sulle informazioni di servizio, a partire dalla dislocazione delle strutture. A questo scopo saranno attivati anche strumenti digitali dedicati, come landing page con tutte le informazioni utili a livello locale.
La seconda fase sarà invece declinata sui territori delle diverse Aziende Ulss e si concentrerà sulle informazioni di servizio, a partire dalla dislocazione delle strutture. A questo scopo saranno attivati anche strumenti digitali dedicati, come landing page con tutte le informazioni utili a livello locale.
Il sondaggio: cosa pensano i veneti della sanità territoriale
Prima della realizzazione della campagna è stato commissionato un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale da parte dei cittadini, con particolare attenzione all’utilizzo dei servizi, alle criticità e alle aspettative nei confronti delle nuove Case della Comunità. Dall’analisi emerge innanzitutto uno stretto rapporto dei veneti con la sanità pubblica: l’80% degli intervistati ha utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi 12 mesi, mentre il 57% ritiene che la sanità territoriale risponda ai propri bisogni. Allo stesso tempo, però, le Case della Comunità risultano ancora poco conosciute: il 43% degli intervistati ne ha sentito parlare, mentre solo il 24% conosce quella più vicina al proprio territorio. Da qui la scelta di puntare su una comunicazione semplice e originale, affidata a testimonial popolari che hanno prestato la loro disponibilità a titolo gratuito, e caratterizzata da un linguaggio immediato e coinvolgente. Il sondaggio evidenzia inoltre un forte livello di fiducia nei confronti delle nuove strutture: il 67% degli intervistati utilizzerebbe una Casa della Comunità se presente nel proprio Comune, l’80% giudica positivamente la loro realizzazione e l’81% ritiene necessario investire nella sanità territoriale.
Ecco perché la Regione ha scelto di promuovere un percorso di conoscenza e informazione che accompagni i cittadini nella scoperta dei nuovi servizi, che vedrà protagoniste anche le Ulss, attraverso strumenti dedicati e pagine informative con tutte le indicazioni relative ai singoli territori.
Prima della realizzazione della campagna è stato commissionato un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale da parte dei cittadini, con particolare attenzione all’utilizzo dei servizi, alle criticità e alle aspettative nei confronti delle nuove Case della Comunità. Dall’analisi emerge innanzitutto uno stretto rapporto dei veneti con la sanità pubblica: l’80% degli intervistati ha utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi 12 mesi, mentre il 57% ritiene che la sanità territoriale risponda ai propri bisogni. Allo stesso tempo, però, le Case della Comunità risultano ancora poco conosciute: il 43% degli intervistati ne ha sentito parlare, mentre solo il 24% conosce quella più vicina al proprio territorio. Da qui la scelta di puntare su una comunicazione semplice e originale, affidata a testimonial popolari che hanno prestato la loro disponibilità a titolo gratuito, e caratterizzata da un linguaggio immediato e coinvolgente. Il sondaggio evidenzia inoltre un forte livello di fiducia nei confronti delle nuove strutture: il 67% degli intervistati utilizzerebbe una Casa della Comunità se presente nel proprio Comune, l’80% giudica positivamente la loro realizzazione e l’81% ritiene necessario investire nella sanità territoriale.
Ecco perché la Regione ha scelto di promuovere un percorso di conoscenza e informazione che accompagni i cittadini nella scoperta dei nuovi servizi, che vedrà protagoniste anche le Ulss, attraverso strumenti dedicati e pagine informative con tutte le indicazioni relative ai singoli territori.
Le Case della Comunità in Veneto: i numeri
Il progetto delle Case della Comunità, previsto dal PNRR (Missione 6) e disciplinato dal Decreto ministeriale 77/2022, rappresenta uno dei pilastri della riforma della sanità territoriale.
In Veneto sono complessivamente 102 le strutture progettate. Alla scadenza del 30 giugno 2026, la Regione ha completato 99 strutture, superando così l’obiettivo nazionale assegnato. Prosegue ora l’attivazione progressiva dei servizi, con un percorso che procede Ulss per Ulss. Le Case della Comunità sono pensate come punti di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria di prossimità. Al loro interno operano medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre figure professionali, con l’obiettivo di intercettare i bisogni di salute dei cittadini e intervenire prima che si trasformino in situazioni di maggiore complessità o emergenza. Nelle Case della Comunità è possibile ricevere informazioni, orientamento e assistenza attraverso il Punto Unico di Accesso (PUA), prenotare prestazioni sanitarie grazie all’integrazione con il CUP aziendale ed effettuare esami diagnostici di base utili al monitoraggio delle patologie croniche, come ecografie, elettrocardiogrammi e spirometrie.
Il progetto delle Case della Comunità, previsto dal PNRR (Missione 6) e disciplinato dal Decreto ministeriale 77/2022, rappresenta uno dei pilastri della riforma della sanità territoriale.
In Veneto sono complessivamente 102 le strutture progettate. Alla scadenza del 30 giugno 2026, la Regione ha completato 99 strutture, superando così l’obiettivo nazionale assegnato. Prosegue ora l’attivazione progressiva dei servizi, con un percorso che procede Ulss per Ulss. Le Case della Comunità sono pensate come punti di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria di prossimità. Al loro interno operano medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre figure professionali, con l’obiettivo di intercettare i bisogni di salute dei cittadini e intervenire prima che si trasformino in situazioni di maggiore complessità o emergenza. Nelle Case della Comunità è possibile ricevere informazioni, orientamento e assistenza attraverso il Punto Unico di Accesso (PUA), prenotare prestazioni sanitarie grazie all’integrazione con il CUP aziendale ed effettuare esami diagnostici di base utili al monitoraggio delle patologie croniche, come ecografie, elettrocardiogrammi e spirometrie.
Sono inoltre disponibili, secondo l’organizzazione dei singoli territori, visite specialistiche per le patologie a maggiore prevalenza, tra cui quelle cardiologiche, diabetologiche e pneumologiche, oltre a servizi infermieristici, prelievi del sangue e programmi di prevenzione, screening e vaccinazione. Le Case della Comunità possono inoltre rappresentare un punto di riferimento per i percorsi di assistenza domiciliare e per una presa in carico integrata della persona, anche attraverso il raccordo con i servizi sociali del territorio.
L’obiettivo è costruire una sanità sempre più vicina ai cittadini, capace di offrire risposte appropriate sul territorio e di accompagnare le persone lungo il proprio percorso di salute.
L’obiettivo è costruire una sanità sempre più vicina ai cittadini, capace di offrire risposte appropriate sul territorio e di accompagnare le persone lungo il proprio percorso di salute.
“Ringrazio i testimonial per la disponibilità dimostrata - dichiara il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani - Insieme abbiamo deciso di metterci la faccia, per raggiungere un pubblico più ampio e eterogeneo possibile. Questo sforzo rappresenta il senso di un impegno comune per lo sviluppo della sanità territoriale veneta e l’appropriatezza delle cure”.
“Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture - dice l’Assessore Gerosa - è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione che si dichiara per l’80% favorevole alle case di Comunità, ma ancora non ne conosce bene funzioni e ubicazione. Questa campagna informativa è quindi fondamentale per portare a regìme il grande sviluppo della sanità territoriale che abbiamo disegnato e che aiuterà il paziente in tante sue necessità, evitando gli accessi impropri all’ospedale attraverso una più efficiente sanità del territorio”.
(Fonte AVN)
Ultimo aggiornamento: 03/09/2026 13:41
