Come crescono i neonati prematuri: studio su oltre 300 ragazzi
Lago: “Fisico in linea con i coetanei ma maggior fragilità psicologica”
Data di pubblicazione: 14 agosto 2026
(n. 150/2026) La salute fisica dei bambini nati molto pretermine e seguiti al Ca' Foncello è sovrapponibile a quella dei coetanei ma il loro benessere psicologico tende a ridursi progressivamente nel passaggio dall'adolescenza alla giovane età adulta. È questo il risultato principale di uno studio osservazionale condotto dal Servizio di Follow-up Neonatale della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell'Ulss 2. La ricerca ha permesso di stabilire che la prematurità non si esaurisce con le dimissioni dall'ospedale e richiede un supporto medico e psicologico continuativo nel tempo.
Lo studio ha analizzato 301 giovani nati tra il 2003 e il 2010, assistiti fin dalla nascita all’ospedale di Treviso. I partecipanti presentavano alla nascita un'età gestazionale media di 29 settimane e un peso medio di appena 1.131 grammi.
Attraverso l'uso di questionari validati a livello internazionale, l'équipe medica ha monitorato la qualità della vita legata alla salute:
Lo studio ha analizzato 301 giovani nati tra il 2003 e il 2010, assistiti fin dalla nascita all’ospedale di Treviso. I partecipanti presentavano alla nascita un'età gestazionale media di 29 settimane e un peso medio di appena 1.131 grammi.
Attraverso l'uso di questionari validati a livello internazionale, l'équipe medica ha monitorato la qualità della vita legata alla salute:
- Benessere fisico eccellente: i ragazzi del campione mostrano un'alta percezione della propria salute fisica, del tutto in linea con la popolazione generale.
- Fragilità psicologica in aumento: i dati raccolti evidenziano valori di benessere mentale inferiori alla media con un calo significativo proprio durante la transizione verso l'età adulta.
- Fattori di rischio: lo studio ha identificato una forte correlazione tra la vulnerabilità psicologica e fattori esterni quali il carico scolastico percepito, gli episodi di bullismo subiti e il ricorso a psicofarmaci.
“Negli ultimi decenni la neonatologia ha compiuto passi straordinari, consentendo la sopravvivenza di bambini sempre più piccoli e fragili - dichiara la dr.ssa Nadia Battajon, responsabile del Servizio di Follow-up Neonatale -. Oggi il nostro obiettivo non è soltanto farli crescere ma capire come vivono e come stanno quando diventano adolescenti e adulti. Questo studio ci dice che la salute mentale merita la stessa attenzione che abbiamo sempre dedicato alla salute fisica”.
La ricerca, oggetto di tesi di laurea per una delle prime studentesse del Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia di Treviso, ribadisce anche il legame profondo tra attività clinica ospedaliera e polo universitario.
“I risultati ottenuti - conclude la dr.ssa Paola Lago, direttore della TIN del Ca' Foncello - rafforzano la necessità di costruire percorsi assistenziali che accompagnino questi ragazzi anche oltre l'infanzia. L'adolescenza e l'ingresso nella vita adulta rappresentano fasi particolarmente delicate. Possono emergere bisogni nuovi che richiedono un approccio multidisciplinare, capace di integrare competenze mediche, psicologiche, educative e sociali”.
Attualmente il modello assistenziale Ulss 2 prevede un monitoraggio multidisciplinare fino ai sette anni di età. I dati emersi dallo studio indicano la necessità di creare programmi di sostegno psicologico a lungo termine, prevenzione del disagio giovanile e promozione dell'inclusione scolastica e sociale. Prendersi cura della prematurità oggi significa quindi considerare la salute nella sua interezza, non solo fisica ma anche psicologica e relazionale.
La ricerca, oggetto di tesi di laurea per una delle prime studentesse del Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia di Treviso, ribadisce anche il legame profondo tra attività clinica ospedaliera e polo universitario.
“I risultati ottenuti - conclude la dr.ssa Paola Lago, direttore della TIN del Ca' Foncello - rafforzano la necessità di costruire percorsi assistenziali che accompagnino questi ragazzi anche oltre l'infanzia. L'adolescenza e l'ingresso nella vita adulta rappresentano fasi particolarmente delicate. Possono emergere bisogni nuovi che richiedono un approccio multidisciplinare, capace di integrare competenze mediche, psicologiche, educative e sociali”.
Attualmente il modello assistenziale Ulss 2 prevede un monitoraggio multidisciplinare fino ai sette anni di età. I dati emersi dallo studio indicano la necessità di creare programmi di sostegno psicologico a lungo termine, prevenzione del disagio giovanile e promozione dell'inclusione scolastica e sociale. Prendersi cura della prematurità oggi significa quindi considerare la salute nella sua interezza, non solo fisica ma anche psicologica e relazionale.
Ultimo aggiornamento: 14/08/2026 12:48
