Dal primo volo nel 2021 alle operazioni con il verricello. Il SUEM di Treviso celebra cinque anni di elisoccorso notturno
Effettuati 776 interventi, l’elicottero ora atterra anche in aree non note e non illuminate
Data di pubblicazione: 02 ottobre 2026
(n. 194/2026) Ci sono emergenze che non possono aspettare l’alba: un incidente in montagna, una persona ferita in un’area difficile da raggiungere, un trasferimento urgente tra ospedali. In questi momenti poter contare su un elicottero in grado di intervenire anche nel cuore della notte può fare la differenza.
Oggi, 2 ottobre, il SUEM 118 di Treviso festeggia il quinto anniversario del primo volo notturno dell’elisoccorso. Un percorso che, in cinque anni, ha trasformato progressivamente il buio da limite operativo a condizione affrontabile grazie a tecnologie, addestramento, procedure condivise e al lavoro integrato di professionisti sanitari, aeronautici e del soccorso tecnico. Un traguardo, questo, che racconta la crescita di un servizio sempre più avanzato, ma anche il valore della collaborazione tra l’Ulss 2 Marca trevigiana e l’Ulss 1 Dolomiti, nell’ambito della rete regionale dell’emergenza-urgenza.
L’anniversario è stato celebrato nell’Hangar dell’elicottero “Leone”, alla presenza del coordinatore del Dipartimento interaziendale funzionale regionale del SUEM 118 della Regione Veneto Paolo Rosi, per l’Ulss 1 del direttore generale Achille Di Falco e della direttrice della Centrale Operativa SUEM 118 Cristina Barbarino, per l’Ulss 2 del direttore generale Giancarlo Bizzarri e della responsabile della Centrale Operativa SUEM 118 Treviso Silvia Orazio.
L’operatività dell’elisoccorso notturno si fonda infatti sulla stretta integrazione tra Ulss 2 e Ulss 1, nonché sulla sinergia tra gli elicotteri “Leone” e “Falco”. Grazie al coordinamento delle Centrali operative SUEM 118 e a procedure condivise, i due mezzi garantiscono una risposta continuativa 24 ore su 24, mettendo a sistema competenze sanitarie, aeronautiche e tecnico-operative.
Una collaborazione che rafforza la copertura dell’intero territorio del Nordest e consente di raggiungere il paziente con la massima tempestività possibile, anche nelle situazioni più complesse e in contesti difficili da raggiungere.
IL BILANCIO
In questi cinque anni sono stati effettuati 776 interventi: 392 soccorsi primari e 384 trasferimenti secondari, con una media di circa 160 missioni all'anno. Numeri che raccontano la crescita di un servizio ormai pienamente integrato nella rete regionale dell’emergenza-urgenza e, soprattutto, la capacità di arrivare sempre più vicino al paziente in emergenza, anche nelle condizioni più complesse. Oggi l’elisoccorso trevigiano può infatti raggiungere persone in luoghi non illuminati e non precedentemente censiti. Da febbraio 2026 può inoltre effettuare operazioni notturne speciali con il verricello, sia in pianura sia in montagna: una capacità che amplia in modo significativo le possibilità di soccorso nei luoghi impervi, dove i mezzi di terra non possono intervenire o non possono farlo con la necessaria tempestività.
DAL PRIMO VOLO DEL 2021 AL SOCCORSO IN LUOGHI IMPERVI
Il percorso dell'elisoccorso notturno in Veneto è iniziato il 29 settembre 2021. Nella prima fase l’elicottero poteva atterrare esclusivamente in siti noti, preventivamente censiti e dotati di illuminazione, come i campi sportivi.
Nel febbraio 2022 il servizio ha compiuto un primo passo avanti, estendendo l’operatività anche ai siti noti ma privi di illuminazione.
Nel novembre dello stesso anno sono stati autorizzati gli atterraggi fuori campo in luoghi non censiti e non illuminati. In questi casi le squadre di terra svolgevano un ruolo essenziale nell’individuazione, ispezione e illuminazione dell'area di atterraggio. In tre anni queste modalità hanno reso possibili 141 interventi in Fase FOC 2 con atterraggio in luoghi non censiti e non illuminati.
Il 10 ottobre 2025 è stata avviata la Fase 3, che ha ulteriormente ampliato le capacità operative dell'elicottero, consentendo l’atterraggio anche in aree non note e prive di illuminazione da terra. Un risultato importante, frutto di un percorso progressivo, costruito con prudenza, addestramento e costante verifica delle procedure.
LA NUOVA FRONTIERA: IL VERRICELLO DI NOTTE
Dal 1° febbraio 2026 l'elisoccorso di Treviso può effettuare anche nelle ore notturne operazioni speciali, comprese le manovre di hovering e l'utilizzo del verricello, sia in pianura sia in montagna. La possibilità di utilizzare il verricello anche dopo il tramonto permette oggi di raggiungere persone che, fino a pochi anni fa, non avrebbero potuto essere recuperate con le stesse modalità durante la notte. Ad oggi sono 15 gli interventi effettuati in montagna con operazioni speciali notturne, che hanno consentito di recuperare persone sia ferite sia illese in aree non raggiungibili dai mezzi di terra. Si tratta di un risultato particolarmente significativo per il soccorso in ambiente montano dove l’oscurità, le caratteristiche del territorio e le difficoltà di accesso rendono ogni missione più impegnativa e richiedono capacità operative, preparazione tecnica e coordinamento di altissimo livello.
UN INTERVENTO COMPLESSO
Tra gli interventi effettuati, quello dello scorso maggio sulla Torre Grande delle Cinque Torri ha rappresentato un’esperienza rilevante sul piano operativo, tecnico e umano. Operare in parete dopo il tramonto, in un ambiente caratterizzato da pareti verticali e da visibilità estremamente ridotta, ha richiesto una gestione accurata di ogni fase: dall’avvicinamento dell’elicottero alle attività di hovering, dal posizionamento alla manovra di verricello. A rendere particolarmente urgente l’intervento è stata anche la necessità di soccorrere tempestivamente gli alpinisti rimasti sospesi negli imbraghi. In situazioni di questo tipo, il tempo è un fattore determinante per ridurre il rischio di complicanze legate alla sospensione prolungata. La riuscita dell’operazione è stata possibile grazie al lavoro coordinato di equipaggio di volo, verricellista, tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ed équipe sanitaria. Un esempio concreto di come competenza, esperienza e collaborazione possano rendere possibile un soccorso efficace anche negli scenari più complessi, durante la notte e in ambiente montano.
DIETRO OGNI MISSIONE, UNA SQUADRA
I risultati raggiunti non dipendono soltanto da mezzi e tecnologie. Dietro ogni decollo notturno vi sono formazione continua, addestramento, pianificazione e una stretta collaborazione tra professionisti con competenze diverse. Personale sanitario e tecnico, equipaggi aeronautici, operatori del SUEM 118 e squadre del CNSAS hanno condiviso un percorso che ha consentito di ampliare progressivamente le capacità operative del servizio, mantenendo elevati standard di sicurezza. È proprio l’integrazione tra competenze sanitarie, aeronautiche e di soccorso tecnico ad aver reso possibile un'evoluzione che, nell'arco di cinque anni, ha portato l'operatività notturna del Team a livelli sempre più vicini a quelli garantiti durante il giorno.
Cinque anni dopo il primo volo, il traguardo più importante non è soltanto poter volare di notte. È poter raggiungere chi ha bisogno di aiuto anche quando il buio, la distanza e l’impervietà del territorio sembrano rendere l’emergenza ancora più difficile da affrontare.
Per il SUEM di Treviso questo anniversario celebra non solo i 776 interventi effettuati ma, soprattutto, le persone e il lavoro di squadra sinergico tra Ulss 1 e Ulss 2 che rendono possibile portare il soccorso anche nei luoghi più impervi, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
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Ultimo aggiornamento: 02/10/2026 13:33
