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Centro provinciale Disturbi dell’Alimentazione, nuovi spazi per la cura

Più ambulatori e una palestra, la risposta dell’Ulss 2 a una patologia in crescita

(n. 26/2026) Inaugurato oggi. Il Centro Provinciale per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (CPD) dell’Ulss 2, raddoppiano gli spazi con una nuova sede in via Scarpa 9, accanto alla sede storica di via Pinelli.La nuova struttura ospita l’ambulatorio medico, gli studi per la psicoterapia individuale e familiare e — elemento centrale nel modello di cura del Centro — una palestra dedicata alla psicoterapia corporea. La vicinanza tra le due sedi consente di costruire uno “spazio terapeutico allargato”, con aree complementari ma integrate.Attivo dal 2005 e inserito nella rete regionale per la diagnosi e cura dei disturbi dell’alimentazione, il CPD lavora in rete interdistrettuale e interdipartimentale, coinvolgendo il Dipartimento di Salute Mentale, la Neuropsichiatria Infantile, le Malattie Endocrine del Ricambio e della Nutrizione, la Psicologia Ospedaliera e il privato sociale “Insieme si Può”.

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669
Pazienti in carico
229
Nuove prese in carico
95
Nuovi pazienti minorenni
68 
Ricoveri ospedalieri
I 669 pazienti in carico si distribuiscono per diagnosi:
347
Anoressia
106
Bulimia
125
DAI
91
Altri disturbi

 

Le nuove prese in carico multiprofessionali sono state 229, di cui 95 relative a minorenni (87 femmine e 8 maschi). Tra i minori, 51 presentavano una diagnosi di anoressia nervosa. Ventotto avevano meno di 15 anni; la paziente più giovane aveva 10 anni.Si registrano tuttavia anche esordi tardivi, oltre i 30 anni, elemento che rende più complessa l’organizzazione dei percorsi di cura.Nel 2025 sono stati effettuati 57 inserimenti in regime semiresidenziale (20 minori e 37 maggiorenni) per un totale di 2.160 giornate di trattamento, e 15 inserimenti residenziali per 1.460 giornate. I ricoveri pediatrici sono più che dimezzati rispetto al 2021: 18 contro 42.

Racconti di vita
“Nostra figlia ha iniziato con una dieta, è partito tutto da li – racconta Stefano Bettiol vicepresidente dell’Associazione “L’abbraccio” e paprà di una ragazza con disturbi dell’alimentazione -. All’inizio, come tutti, abbiamo cercato di far da soli poi si capisce che non è possibile e abbiamo deciso di farci aiutare: per fortuna abbiamo trovato nel Centro un riferimento. L’invito che rivolgo a tutti i genitori che si trovano ad affrontare situazioni simili è di chiedere aiuto”. Franca, nome di fantasia, ha 36 anni. Un anno fa pesava 39 kg, aveva perso 17 chili tra restrizione alimentare e iperattività fisica che la portava a camminare fino a 20 chilometri al giorno. Oggi è in remissione, ha recuperato il peso e si avvia alla conclusione del trattamento intensivo al Centro Diurno di Treviso. "Un’esperienza tanto difficile quanto profonda la mia – ha raccontato - Seppur con fatica, ho abbassato le difese, muri altissimi costruiti nel tempo, e ho permesso al mio corpo di parlarmi apertamente, senza filtri. Ho capito che il mio corpo non merita giudizio ma comprensione e amore. Oggi, dopo molto tempo, ho indossato un pantalone aderente. Sono fiera di me».Laura, nome di fantasia, di anni ne ha 12. Dopo un lungo ricovero, ha intrapreso un percorso neuropsicomotorio per imparare a riconoscere e regolare emozioni e vissuti corporei senza ricorrere al controllo alimentare. Al termine del trattamento ha scritto a sé stessa: «Hai scoperto che il tuo corpo si può muovere liberamente – la sua testimonianza - e che quando lo ascolti meglio riesci a sentire anche le tue emozioni. Ricorda sempre che tutto passa, che le emozioni sono come le onde del mare."

Corpo e mente: un approccio integrato
Nei disturbi dell’alimentazione il rapporto con il proprio corpo e l’insoddisfazione per peso e forme sono elementi centrali. L’alterazione non riguarda solo l’immagine corporea, ma anche la percezione di segnali fondamentali come fame, sonno, stanchezza o dolore, spesso accompagnata da difficoltà nel riconoscimento delle emozioni.Le più recenti evidenze neuroscientifiche sottolineano come l’esperienza senso-motoria preceda quella cognitiva: un intervento esclusivamente verbale può risultare insufficiente per accedere agli aspetti più profondi e non verbali dell’esperienza corporea. Da qui l’importanza di integrare alla psicoterapia tradizionale interventi corporei strutturati.Il modello del CPD si fonda su una presa in carico multiprofessionale: la cura non riguarda solo il sintomo alimentare, ma coinvolge corpo e mente in modo unitario. La famiglia è considerata parte attiva del progetto terapeutico, con il supporto dell’associazione “L’Abbraccio”.L’équipe comprende psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, nutrizionisti, dietisti, educatori, infermieri, operatori socio-sanitari e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. I livelli di intervento variano dall’ambulatoriale all’ambulatoriale intensivo, fino al semiresidenziale, residenziale e al ricovero ospedaliero nei casi di maggiore gravità.

Come accedere al Centro
L’accesso alla rete del Centro Provinciale Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione dell’Ulss 2 è centralizzato presso l’Unità Operativa di Treviso tramite numero unico dedicato. È possibile contattare la segreteria allo 0422 322961 dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19 e il martedì dalle 9 alle 11, oppure inviare una mail a disturbialimentari.treviso@aulss2.veneto.it

 

Ultimo aggiornamento: 18/02/2026