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L’Ulss 2 rende omaggio al dottor Fabio Ferrarese, una targa lo ricorderà nella Radioterapia del Ca' Foncello

(n. 31/2026) A pochi mesi dalla sua scomparsa l’Ulss 2 ha voluto onorare la memoria del dottor Fabio Ferrarese, Direttore della Radioterapia del Ca’ Foncello, con una targa commemorativa all’interno della nuova sede del reparto, nella Cittadella della Salute.Un gesto simbolico per fissare nel tempo il legame indissolubile tra il medico e la "sua" Radioterapia, quella struttura che lo aveva visto protagonista fino all’ultimo: la sua ultima uscita pubblica risaliva infatti allo scorso 2 dicembre, proprio in occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi, cui aveva voluto essere presente nonostante la malattia.

IL RICORDO DEL DIRETTORE GENERALE
“Il dottor Ferrarese non è stato solo un professionista d’eccellenza, ma un esempio di straordinaria umanità”, ha dichiarato il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi. “Con questa targa vogliamo che la sua umanità, la sua sensibilità e il suo spirito combattivo restino una presenza viva tra queste mura. Ha lottato contro lo stesso male che curava ogni giorno, senza mai far mancare il supporto ai suoi pazienti e alla sua squadra. Fabio ci ha insegnato cosa significhi essere medico con dedizione e ottimismo”.


UNA VITA PER LA CURA E LA RICERCA
Nato nel 1963 e formatosi all’Università di Padova, il dr. Ferrarese ha legato l’intera carriera al Ca’ Foncello. Dalla specializzazione nel 1999 fino alla direzione dell’Unità Operativa Complessa ottenuta nel 2023, ha ricoperto ruoli di altissima responsabilità tecnologica, come la guida della Radioterapia Intraoperatoria e delle Tecniche Avanzate. Stimato anche come docente, ha formato generazioni di tecnici e medici, trasmettendo non solo competenze scientifiche, ma anche quel tratto signorile e mai sopra le righe che lo ha sempre contraddistinto.

L’EREDITÀ PROFESSIONALE E UMANA
La targa, posizionata in un’area centrale del reparto, servirà a ricordare a colleghi, pazienti e futuri medici la figura di un uomo che ha saputo trasformare la professione in una missione di vita, affrontando anche le fasi più difficili del proprio percorso personale con la dignità e la forza che chiedeva ai suoi pazienti di avere.Alla cerimonia hanno partecipato la moglie, i familiari, i collaboratori del reparto e i vertici aziendali, uniti in un commosso abbraccio nel ricordo di un "grande uomo e ottimo professionista".

Ultimo aggiornamento: 20/02/2026