(n. 104/2026) Cos’hanno in comune la pennellata di Van Gogh sulla tela e la sutura del chirurgo su una ferita? Entrambi lasciano un segno. Entrambi, in modi diversi, possono essere cura. È da questa intuizione che nasce l'evento speciale che inaugurerà, raccontando la bellezza che cura, il XXV Meeting Internazionale di Chirurgia Epatobiliopancreatica di Treviso, in programma a Treviso il 15 e 16 giugno.
Per celebrare il traguardo dei venticinque anni del congresso e gli importanti risultati raggiunti in termini di ricerca, innovazione e confronto scientifico internazionale, l'Unità operativa complessa della Chirurgia 1 dell'ospedale Ca' Foncello, diretta dal dr Marco Massani, ha scelto di aprire i lavori con una riflessione sul significato più profondo della cura, affidandola alla voce di Marco Goldin e alle note del maestro Remo Anzovino.
Domenica 14 giugno alle 17:30, nell'Auditorium dell'Istituto Pio X, andrà in scena "ANIMA UNA. Arte e Chirurgia. Raccontare la Bellezza che cura", incontro aperto alla cittadinanza che vedrà protagonista uno dei più autorevoli storici dell'arte italiani, in una collaborazione di particolare valore culturale e simbolico. Goldin guiderà il pubblico nella lectio magistralis "Van Gogh e il disegno. Segno e sutura come cura", un percorso originale e coinvolgente che esplora le sorprendenti affinità tra il gesto artistico e quello chirurgico, tra la ricerca della bellezza e la ricerca della guarigione. Ad accompagnare il racconto sarà il pianoforte del maestro Remo Anzovino.
“L'iniziativa - spiega il dr Massani - nasce dalla volontà di sottolineare come la medicina contemporanea debba continuare a custodire una profonda dimensione umana, nella quale la cura della persona passa anche attraverso l'attenzione alla sensibilità, alle emozioni e alla bellezza”. Il congresso, oltre a proporre in apertura l’inedito quanto coinvolgente evento culturale, rappresenterà un momento di confronto importante a livello scientifico. Avviato venticinque anni fa grazie all'intuizione del professor Nicolò Bassi, in collaborazione con il professor Leslie H. Blumgart del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e con il professor Davide D'Amico dell'Università di Padova, il Meeting è diventato negli anni uno degli appuntamenti più autorevoli del settore a livello internazionale.
Oggi quella tradizione prosegue sotto la guida del dr Massani, storico allievo e collaboratore del professor Bassi, in stretta sinergia con il Dipartimento di Chirurgia Epatobiliopancreatica del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, diretto dal professor William Jarnagin.
“Celebrare venticinque anni di questo congresso significa rendere omaggio a una storia di eccellenza scientifica e di collaborazione internazionale che ha contribuito a far crescere la chirurgia epatobiliopancreatica a Treviso e nel mondo - sottolinea Massani -. Abbiamo voluto che questa ricorrenza fosse accompagnata da un momento capace di parlare non soltanto ai professionisti della salute, ma all'intera comunità. La collaborazione con Marco Goldin rappresenta un'occasione straordinaria per riflettere sul significato più profondo della cura. Chirurgia e arte condividono infatti una dimensione comune: entrambe si prendono cura dell'essere umano e ci ricordano che dietro ogni gesto tecnico esiste sempre una persona”.
Nei giorni 15 e 16 giugno il Centro Studi "Achille e Linda Lorenzon" ospiterà quindi i lavori scientifici del XXV Meeting Internazionale di Chirurgia Epatobiliopancreatica, con la partecipazione di specialisti provenienti dai più importanti centri ospedalieri e universitari del mondo. Al centro del confronto le più recenti innovazioni nella chirurgia robotica e mini-invasiva, le nuove tecnologie e gli approcci multidisciplinari per il trattamento delle patologie oncologiche del fegato, delle vie biliari e del pancreas.
Un programma di altissimo livello che conferma il ruolo di Treviso come punto di riferimento internazionale per la chirurgia specialistica, ma che quest'anno sceglie di ricordare anche un altro principio fondamentale: il bello, talvolta, può diventare parte della cura.