(n. 79/2026) Dietro gli ottimi numeri registrati dal Punto nascita del Ca’ Foncello, culminati nel record dei 17 nati in sole 24 ore dei giorni scorsi, c’è un ingranaggio fondamentale che lavora costantemente dietro le quinte: l’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione. Se il "boom" di nascite è la notizia che emoziona, la capacità di gestire volumi così elevati in totale sicurezza è il risultato di una sinergia silenziosa tra ginecologi, ostetriche, anestesisti rianimatori, infermieri, oss, e medici e infermieri della Terapia intensiva neonatale.
L’ANESTESISTA RIANIMATORE: UN SUPPORTO COSTANTE AL PERCORSO NASCITA
L’attività dell’anestesista rianimatore non è legata, nell’ambito del percorso nascita, solo ai cesarei, 651 di cui 389 in codice giallo e rosso nell’ultimo anno, ma è parte integrante del percorso di ogni partoriente. L’ospedale garantisce infatti la presenza di un anestesista rianimatore H 24 per 365 giorni l'anno dedicato al percorso nascita e alla parto-analgesia nelle modalità organizzative e cliniche condivise nella procedura aziendale.Il percorso chirurgico destinato ai tagli cesarei è in continuità con l’attività del Blocco operatorio dell’Edificio 29, supportato da un’équipe infermieristica afferente alla macroarea chirurgica della ginecologia e ostetricia e del percorso urgenze.
“Quando si raggiungono picchi di 17 parti al giorno, la sfida non è solo clinica ma organizzativa - spiegano il direttore dell'UOC di Anestesia e Rianimazione del Ca’ Foncello, Paolo Zanatta, e la Responsabile dell’Unità semplice di Anestesia in Ostetricia, Valentina Ortolani -. Il nostro ruolo è fornire alle partorienti e all’intero team la tranquillità necessaria. Sapere che l’analgesia è disponibile in ogni momento, per scelta della partoriente o per indicazioni del ginecologo, permette alla mamma di affrontare il travaglio con serenità e all'intera équipe di lavorare nelle migliori condizioni possibili”.
In un Centro di secondo livello come Treviso il supporto anestesiologico e intensivo è soprattutto a favore di mamme con patologie complesse come cardiopatie o malattie metaboliche o con anomalie della placenta che a volte richiedono un approccio chirurgico multidisciplinare in sala ibrida del blocco operatorio con i radiologi interventisti.
I DATI DI ATTIVITÀ
Nel 2025, a fronte di un volume complessivo di 2448 parti, in crescita di un centinaio rispetto al 2024, l’équipe anestesiologica ha seguito la parto-analgesia di circa 900 donne. Dal posizionamento del cateterino peridurale all’espletamento del parto e alla gestione delle immediate complicanze post-partum. Un dato che testimonia come la scelta del "parto senza dolore" sia sempre più richiesta. Tale volume di attività permette l’acquisizione da parte del personale sanitario di abilità e competenze rispetto a centri di più basso volume.
I VANTAGGI DELL’EPIDURALE: SICUREZZA E CONSAPEVOLEZZA
I dati in letteratura dimostrano come questa tecnica sia efficacie nel migliorare il benessere materno-fetale tramite la riduzione del dolore e la riduzione della risposta allo stress:
LA TECNICA
La procedura concordata con la gravida durante una visita anestesiologica, generalmente eseguita nel terzo trimestre di gravidanza, consiste nell'introduzione di un sottile cateterino nello spazio epidurale della colonna vertebrale, dopo una piccola anestesia locale. Una manovra sicura in mani esperte, con bassissimo rischio di complicanze, che trasforma radicalmente l'esperienza del travaglio, riducendo lo stress fisico e psicologico.
“Dietro ogni record di nascite c’è un grande lavoro di squadra - conclude il dr Zanatta -. L’impegno di tutti è far sì che quel record non sia solo un numero, ma una somma di esperienze positive, sicure e rispettose della dignità di ogni donna”.