(n. 55/2026) Sopralluogo congiunto, ieri pomeriggio, del presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani e del direttore generale dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri nel cantiere della nuova Casa della Comunità di Mogliano Veneto, uno degli interventi strategici per il rafforzamento della sanità territoriale. Ad accompagnarli, il direttore dei Servizi socio-sanitari Paola Vescovi, il direttore del Distretto socio-sanitario di Treviso Sud e direttore della funzione territoriale Roberto Rigoli, l’ingegnere Maria Giulia De Diana del Servizio tecnico di Treviso, e i sindaci di Mogliano Veneto e Zero Branco, Davide Bortolato e Luca Durighetto.
L’opera, che prevede un investimento complessivo di 3,26 milioni di euro, rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di riorganizzazione dei servizi sociosanitari, con l’obiettivo di avvicinare sempre più l’assistenza ai cittadini e garantire una presa in carico integrata.
I lavori, avviati nell’estate 2024, hanno raggiunto oggi un avanzamento complessivo del 90%. Il cronoprogramma aggiornato prevede la conclusione degli interventi entro il 31 marzo: seguiranno le fasi di collaudo, allestimento degli arredi e attivazione dei servizi.
La nuova struttura ospiterà servizi sanitari e sociosanitari di prossimità, con particolare attenzione all’integrazione tra medicina generale, specialistica, assistenza infermieristica e servizi per la comunità.
“Il nostro impegno, sin dall’inizio della legislatura, è noto e mira a potenziare il rapporto tra ospedali e territorio, e a portare le cure e l’assistenza sempre più vicine alla persona, ai suoi bisogni e a quelli dei suoi familiari. Le case della comunità sono un fondamentale tassello di quel percorso che serve a portare i servizi sociosanitari più prossimi ai cittadini – sottolinea il presidente Stefani -. Sono strutture sociosanitarie ma sono anche strumenti di attenzione alla persona e alle famiglie. Prendo atto con soddisfazione che anche la Casa di Mogliano potrà essere inaugurata a breve”.
“Il taglio del nastro per questa struttura è previsto entro fine maggio - spiega il direttore generale Bizzarri -. Si tratterà di un passaggio fondamentale nel rafforzamento della sanità territoriale e nella costruzione di un modello di assistenza sempre più vicino ai cittadini. Qui trovano integrazione competenze diverse – mediche, infermieristiche e sociali – con l’obiettivo di garantire una presa in carico continua, accessibile e di qualità. Investire nella medicina del territorio significa non solo alleggerire la pressione sugli ospedali, ma soprattutto intercettare prima i bisogni di salute, accompagnando le persone lungo tutto il percorso di cura. Questa struttura è la concreta testimonianza di un cambiamento già in atto: una sanità più prossima, più equa e più attenta alle comunità”.