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Chemsex e nuove sostanze psicoattive, l’uso cresce anche nella Marca

D’Incecco: “Utenza nuova per il SerD, seguiamo una ventina di persone. Sostanze facilmente reperibili on line, l’utilizzo è legato alla sfera sessuale. Per far luce sul fenomeno convegno al Bailo”  
 

(n. 82/2026) Ci sono noti quanto insospettabili professionisti così come ragazzi poco più che ventenni tra i “nuovi” utenti del Servizio per le Dipendenze dell’Ulss 2 seguiti per l’utilizzo di sostanze psicoattive legate al fenomeno del chemsex. Ad avvicinarli a queste nuove droghe la volontà di disinibire gli incontri sessuali, soprattutto nell’ambito della comunità gay. Qualcuno, tra loro, ha iniziato ad utilizzare queste sostanze nel periodo del Covid, complice la facilità di reperirle online e riceverle direttamente a domicilio. A farli approdare al SerD la preoccupazione di diventare dipendenti da sostanze poco conosciute assunte a scopo “ricreativo”.  

IL CONVEGNO DEDICATO
Un tema di sempre maggiore attualità, “Le nuove sostanze psicoattive e chemsex”, quello di cui si parlerà il 29 e 30 aprile nell’ambito del Convegno organizzato al Museo Bailo di Treviso dal Dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 2 con il patrocinio della Città di Treviso.    

L’UTENZA DEL SERD
 “Attualmente - spiega la direttrice del SerD, dr.ssa Eva D’Incecco - il nostro Servizio ha in carico, a livello provinciale, una ventina di utenti legati a queste problematiche: le storie e i quadri psicopatologici sono sostanzialmente simili e sono legati all’utilizzo di queste nuove sostanze psicoattive (NPS), finalizzato a facilitare i rapporti sessuali, sia a livello individuale che di gruppo. In questi utenti si sviluppa una forma di dipendenza atipica in cui, oltre ai sintomi fisici (allucinazioni, ritiro, rabbia) si manifestano frequenti disturbi del comportamento (aggressività, violenza domestica, ritiro sociale). Questa tipologia di utenza è decisamente nuova per il SerD – aggiunge D’Incecco -. È presente solo negli ultimissimi anni, motivo per cui anche per i nostri operatori è utile un momento di formazione e approfondimento rispetto alla problematica di uso di NPS e chemsex”.

LE NUOVE SOSTANZE E LE “PIAZZE DIGITALI”
Il mondo delle sostanze d’abuso è in continua evoluzione con l’immissione sul mercato illegale di prodotti di sintesi sempre nuovi, che mimano gli effetti delle droghe tradizionali, con la chiara intenzione di potenziarne gli effetti. Catinoni sintetici che simulano l’effetto di cocaina e anfetamine; nuovi derivati semisintetici della cannabis, sempre più presenti anche in prodotti da svapo o in cibi appetibili per i giovani come caramelle o cioccolata; la “cocaina rosa”, cioè una combinazione di MDMA (ecstasy) e ketamina (farmaco usato come anestetico soprattutto in ambito veterinario); il fentanyl, l’oppioide sintetico che ha determinato la crisi degli oppiacei negli Stati Uniti e la conseguente epidemia di overdose. Da una decina d’anni a questa parte si assiste ad un moltiplicarsi di nuove molecole che si diffondono tra gli utilizzatori soprattutto attraverso le nuove “piazze” digitali rappresentate dai canali di e-commerce presenti nel cosiddetto dark web, la parte della rete meno accessibile ai più, ma recentemente anche attraverso i social e i canali telematici come Telegram, che garantiscono l’anonimato. L’utente acquista la sostanza online e la riceve a casa.  Questo fenomeno rappresenta una delle sfide più insidiose per la salute pubblica e le forze dell'ordine a livello globale. La rapida evoluzione del mercato delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) ha trasformato il traffico illecito, spostandolo dai luoghi fisici alle piattaforme digitali, compromettendo l’efficacia delle tradizionali attività di intercettazione e di contrasto. Ma la sfida ovviamente è anche e soprattutto sul piano clinico, poiché quest’evoluzione costringe i servizi sanitari specialistici per le dipendenze (SerD) a una rincorsa continua nell’approfondire gli effetti prodotti dalle nuove sostanze, il loro potenziale additivo, i rischi per la salute, le intossicazioni che possono essere anche letali e le inedite modalità di consumo. 

IL CHEMSEX
Il cosiddetto chemsex (fusione delle parole inglesi “chemical” e “sex”) è un fenomeno che indica la pratica di utilizzare specifiche sostanze psicoattive prima o durante rapporti sessuali con l'obiettivo di intensificare, prolungare e disinibire l'esperienza sessuale. Le sostanze più utilizzate includono metanfetamine, mefedrone (catinoni), GHB/GBL (a volte erroneamente definiti droghe dello stupro) e spesso si aggiungono altri stimolanti come ketamina, cocaina, popper e viagra per migliorare le prestazioni. Questa modalità di utilizzo è nata principalmente nella comunità omosessuale, ma si estende rapidamente ad altri gruppi della popolazione generale, rappresentando un rischio notevole per la salute in generale, per quella mentale in particolare, per la probabilità di intossicazioni acute anche letali e lo sviluppo di dipendenza. 


 

Ultimo aggiornamento: 24/04/2026