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Gestione dell’ictus, due premi Angels alla rete Ulss 2

(n. 117/2026) Due i premi europei ESO-Angels Awards ricevuti dall’Ulss 2 nel primo trimestre del 2026 per la gestione dell’ictus: diamante, il riconoscimento più alto assegnato dalla European Stroke Organisation, al Ca’ Foncello di Treviso e oro al San Giacomo di Castelfranco Veneto.
L'eccellenza medica della provincia si conferma quindi, dopo i riconoscimenti degli anni scorsi, ai vertici internazionali grazie a un sistema e a una rete che azzera i ritardi e salva le vite delle persone colpite da ictus.
Entrambi i riconoscimenti ricevuti certificano l’elevato livello di qualità raggiunto nella diagnosi e nel trattamento dell’ictus. Non si tratta del successo di un singolo ospedale, ma del traguardo di una complessa squadra integrata che unisce tecnologie avanzate e professionisti per garantire al paziente il miglior esito possibile.

I dati
L’ictus ischemico ancora oggi rappresenta la terza causa di morte e la prima causa di invalidità al mondo. In provincia di Treviso l'incidenza è di circa 1.600 casi l’anno e il 70% di questi pazienti rischia di rimanere con qualche forma di disabilità permanente. Questa percentuale può essere in gran parte ridotta solo se il trattamento avviene in tempi rapidissimi, poiché l'ictus è un'emergenza medica strettamente tempo-dipendente. Per rispondere a questa sfida, la gestione sul territorio si articola sulla collaborazione integrata degli ospedali. 

La rete aziendale
L'ospedale di Treviso opera come punto di riferimento per le procedure a più alta complessità, in particolare per i trattamenti endovascolari attivi giorno e notte. L'ospedale di Castelfranco Veneto svolge un ruolo fondamentale nella gestione dell'acuto tramite percorsi diagnostici strutturati mentre l'ospedale di Conegliano garantisce invece l'accesso rapido ai protocolli di trombolisi endovenosa sul territorio, utilizzando anche la moderna tecnologia della telemedicina.
Il perno organizzativo della rete per le procedure ad alta specializzazione è la Neuroradiologia Interventistica di Treviso, guidata dal dr Di Paola. Questa struttura offre un servizio h24 con un'équipe di neuroradiologi interventisti sempre pronta a intervenire di notte e nei giorni festivi. L’Unità lavora in totale integrazione con i reparti di Neurologia, Anestesia-Rianimazione e Pronto Soccorso per selezionare i pazienti in modo rapido e appropriato. Inoltre, per i pazienti provenienti dagli ospedali di Castelfranco Veneto (con Montebelluna) e Conegliano (con Vittorio Veneto) è attivo il protocollo chiamato "Drip-and-Ship". Questo percorso prevede che i medici pratichino la prima trombolisi sul posto e poi trasferiscano subito il paziente a Treviso per la trombectomia meccanica. Tutta l'attività viene sottoposta a un controllo di qualità rigoroso, con un monitoraggio sistematico dei tempi procedurali e degli esiti clinici secondo gli standard internazionali.
Il successo complessivo della rete poggia sulla collaborazione strutturata di numerose altre Unità operative che lavorano in perfetta sinergia. Il Pronto Soccorso attiva i percorsi d'urgenza attraverso lo "stroke code" ed esegue le TC urgenti. La Neurologia e la Stroke Unit, sotto la guida del dr Bonifati e del dr Tonello, rappresentano il fulcro clinico per la valutazione e il monitoraggio continuo dei pazienti nelle ore critiche. La Neuroradiologia esegue la diagnostica avanzata sfruttando anche sistemi di Intelligenza Artificiale per leggere le immagini in tempi record. Infine, l'Anestesia, l'Unità di Medicina Fisica e Riabilitativa e i Servizi territoriali assicurano il supporto intensivo, il recupero funzionale precoce e la continuità assistenziale a casa per prevenire le recidive.
Questa integrazione tra le terapie permette di offrire un ventaglio completo di opzioni salvavita. Il primo pilastro è la terapia trombolitica endovenosa, che consiste nella somministrazione di un farmaco per sciogliere il coagulo. Questa procedura ha registrato oltre 100 trattamenti nel 2025 e circa 50 nel primo trimestre del 2026, con uno sforzo costante per ridurre il tempo che passa tra l'arrivo in ospedale e l'inizio della terapia. Il secondo pilastro è il trattamento endovascolare tramite trombectomia meccanica, ovvero la rimozione del trombo attraverso piccoli cateteri. Nel 2025 i medici hanno eseguito circa 100 interventi di questo tipo, raggiungendo già quota 40 nel primo trimestre del 2026.

I premi attribuiti dall’Iniziativa ESO-Angels non sono solo un titolo onorifico, ma si basano su rigorosi indicatori scientifici analizzati a livello europeo. I valutatori misurano la tempestività del trattamento, l'aderenza alle linee guida, la sicurezza di tutte le procedure e i risultati clinici reali sulla salute dei pazienti. La comunicazione di avviso aggiudicazione dei premi recita: “Dietro ai numeri che vi hanno permesso di raggiungere questo premio ci sono i pazienti. È a nome loro che ci congratuliamo con voi e vi ringraziamo! Questo premio, frutto del Vostro impegno e della Vostra dedizione, è un riconoscimento internazionale della qualità del lavoro da Voi svolto nel migliorare la gestione del paziente con ictus”.

“Per i cittadini della provincia di Treviso, il riconoscimento ESO rappresenta la certezza di avere a disposizione un sistema di cura moderno, sicuro e allineato alle migliori evidenze scientifiche mondiali. L'obiettivo finale resta unico e condiviso da tutta la rete Ulss 2, ovvero ridurre l'impatto della malattia e restituire la massima autonomia e qualità di vita ai pazienti e alle loro famiglie. Complimenti a tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente con ictus in tutti gli ospedali aziendali”, le parole del direttore generale, Giancarlo Bizzarri.

venerdì 19 Giugno 2026
Ultimo aggiornamento: 19/06/2026