(n.62 /2026) Un gruppo di fenicotteri rosa che fa il bagno in un laghetto, una volpe che fa capolino tra i fiori, un fondale marino affollato di creature colorate, un arcobaleno che accompagna con la sua promessa di bel tempo le cure e una piazza che racconta la vita fuori dalle stanze di un ospedale. Non sono solo immagini, ma nuovi spazi di speranza quelli inaugurati oggi all’interno dell’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Ca’ Foncello, dove la cura passa anche attraverso l’ambiente. A tagliare idealmente il nastro il direttore generale dell’Ulss 2, Giancarlo Bizzarri, il direttore dell’Unità operativa complessa (UOC) di Pediatria, Stefano Martelossi, il direttore dell’Unità operativa semplice (UOS) di Oncoematologia pediatrica, Cristina Pizzato, e la presidente dell’associazione “Il Sorriso di Giovanni”, Daniela Buranello.
L’Oncoematologia pediatrica, che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento per la presa in carico dei bambini affetti da patologie emato-oncologiche, in stretta collaborazione con il Centro di Padova e all’interno della rete AIEOP, cambia così volto per restituire ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie un luogo più umano, caldo e accogliente.
Le nuove grafiche murarie, realizzate nell’ambito del progetto di riqualificazione “Accoglienza”, trasformano gli spazi di cura in luoghi capaci di parlare ai più piccoli: la sala d’attesa si apre su un fondale marino, la stanza destinata alle terapie si colora di cielo, l’ambulatorio si illumina con l’arcobaleno, la stanza di isolamento diventa una piazza e il corridoio si trasforma in un bosco popolato di animali e fiori da attraversare. Un cambiamento che va oltre l’estetica e che contribuisce concretamente al benessere emotivo dei bambini e di chi li accompagna nel percorso di cura.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla generosità delle associazioni “Il Sorriso di Giovanni”, fondata da Daniela ed Enrico Maretto nel 2016 in ricordo del figlio Giovanni, “Amici del Trodetto”, che ha promosso una raccolta fondi dedicata in occasione della festa svoltasi a Vallio a luglio 2025, e “Babby Bike”, che ha organizzato lo scorso 24 dicembre una pedalata di solidarietà. Il costo del progetto, pari a 16mila euro, è stato interamente coperto dalle donazioni dell’associazione “Amici del Trodetto” (per la quota di 11mila euro) e dall’associazione “Babbi Bike” (per 5mila euro).
“Quest’iniziativa rappresenta in modo concreto il valore dell’umanizzazione delle cure, così importante in un reparto nel quale il rapporto personale è davvero essenziale – sottolinea il direttore generale Bizzarri –. In un contesto delicato come quello dell’Oncoematologia pediatrica ogni dettaglio può fare la differenza: ambienti più accoglienti e a misura di bambino contribuiscono a ridurre l’impatto emotivo della malattia e a sostenere i piccoli pazienti e le loro famiglie lungo tutto il percorso di cura. Il nostro ringraziamento va alle associazioni, ai volontari e a tutti coloro che hanno donato tempo, competenze e sensibilità e che hanno reso possibile questo progetto, dimostrando ancora una volta quanto la comunità sappia essere vicina ai suoi bambini”.
“Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte le associazioni che hanno sostenuto e reso possibile questo progetto, contribuendo a rendere più accoglienti e colorati gli spazi del reparto – dichiara il dottor Martelossi -. È un gesto di grande valore, che porto a nome mio e di tutto il personale che ogni giorno si prende cura dei bambini e delle loro famiglie.”
“Questo progetto nasce con l’obiettivo di umanizzare sempre più le cure, ponendo al centro i bisogni dei bambini e delle loro famiglie – aggiunge la dottoressa Pizzato -. Umanizzare le cure significa porre al centro la persona con i suoi bisogni, e in questo senso stiamo lavorando anche alla realizzazione di una carta dei servizi che possa supportare i genitori nella gestione degli aspetti burocratici, ma anche in questioni più quotidiane come il rapporto con la scuola. Inoltre stiamo lavorando per migliorare gli ambienti dedicati agli adolescenti. È un percorso importante, che arricchisce non solo chi ne beneficia, ma anche tutti noi professionisti.”
A chiudere l’incontro, con un momento di profonda commozione, è Daniela Buranello: “Vorrei sottolineare il valore della condivisione: questo non è il progetto di un singolo, ma un impegno collettivo. Oggi parlo qui come mamma di un bambino che ha frequentato questo reparto. La nostra non è una storia a lieto fine, ma la mia esperienza personale, pur segnata dal dolore, si è trasformata in un gesto d’amore verso tutti i bambini. Questo è un lavoro di squadra, in cui ciascuno contribuisce, con il proprio impegno, al benessere dei piccoli pazienti, delle famiglie e di chi ogni giorno opera in reparto”.
L’Oncoematologia pediatrica, attiva dal 1998 e divenuta Unità operativa nel 2017, segue ogni anno circa 20-25 nuovi casi oncologici pediatrici, garantendo un’assistenza altamente qualificata che comprende attività ambulatoriale, terapie di supporto, somministrazione di chemioterapia, follow-up e un importante servizio di assistenza domiciliare integrata. Un lavoro quotidiano che si affianca a numerosi progetti di umanizzazione delle cure, come la scuola in ospedale e il supporto psicologico dedicato.