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L'Ulss 2 Marca trevigiana presenta il Bilancio di Mandato 2016-2026

Benazzi: “Una rivoluzione lunga dieci anni che ha cambiato confini territoriali, strutture e apparecchiature, rapporto ospedale-territorio, con nel mezzo il dramma del Covid” 

 

(n. 32/2026) “I passaggi più salienti di questi dieci anni? Sono davvero tanti, ne ricordo alcuni: l’unificazione delle tre Ulss, momento delicatissimo. La realizzazione della Cittadella della Salute di Treviso, investimento da oltre 250 milioni di euro. La risposta alla pandemia che, nella Marca, ha visto 517.000 casi gestiti, più di 2 milioni di dosi vaccinali somministrare e 18 centri vaccinali avviati. Poi, ancora, la rivoluzione territoriale con il PNRR, oltre 61 milioni di euro per 17 Case di Comunità, 8 Centrali Operative Territoriali già tutte operative, 6 Ospedali di Comunità. Treviso diventata città universitaria per la Medicina: oggi abbiamo oltre 1.350 studenti, una sede nuova inaugurata nel 2024 e in itinere uno studentato in Stazione realizzato con RFI, e ancora l’innovazione tecnologica diffusa: due robot Da Vinci, un robot per l’ortopedia, l’intelligenza artificiale nella diagnostica per immagini, la telemedicina con oltre 350.000 prestazioni erogate, la diagnostica decentrata nelle RSA che ha ridotto del 40% i ricoveri”.

Dopo un decennio alla guida dell’Ulss 2 Marca trevigiana, 880.000 cittadini e 9.500 dipendenti, il direttore generale Francesco Benazzi ha presentato oggi, assieme all’attuale direzione strategica (il direttore sanitario Stefano Formentini, il direttore amministrativo Patrizia Mangione e il direttore dei servizi socio-sanitari Paola Vescovi), il Bilancio di Mandato 2016-2026. Un traguardo importante, 328 pagine di un volume che racchiudono dieci anni di cambiamenti, sinergie, innovazioni, fatiche, donazioni e che non a caso, ha voluto prendere spunto dalla splendida canzone di Battiato, La cura, “perché dietro ogni azione, dietro ogni investimento, dietro ogni scelta abbiamo sempre cercato di prenderci cura: dei nostri assistiti, del nostro personale, della comunità tutta”, sottolinea il direttore generale.

GLI INVESTIMENTI
 

"Narrare dieci anni di attività in un'organizzazione di queste dimensioni ha richiesto una sintesi attenta - ha precisato –. Quello che abbiamo costruito in questi anni appartiene a tutti: ai nostri professionisti, ai cittadini, alle comunità della Marca".

UNA TERRA CHE INVECCHIA: LA SFIDA CHE ORIENTA TUTTO
C'è un numero che spiega più di ogni altro la sfida sanitaria della Marca trevigiana: l'indice di vecchiaia è passato da 156 nel 2016 a 190 nel 2025, con un incremento del 21% in meno di un decennio. Oggi oltre 213.000 residenti hanno più di 65 anni, quasi un quarto della popolazione, e le proiezioni al 2045 disegnano uno scenario ancora più impegnativo: gli ultra64enni cresceranno del 41%, gli ultra74enni del 54%. Un paziente over 65 porta con sé in media 3,2 patologie croniche contro 0,8 di un under 40: non si tratta solo di curare più persone, ma di curare persone con bisogni molto più complessi. Sono questi numeri a spiegare perché l'Ulss 2 ha scelto di investire così profondamente sulla prossimità, sull'integrazione socio-sanitaria, sulla sanità che entra nelle case.

LA RETE OSPEDALIERA: ECCELLENZA HUB & SPOKE
Il cuore della rete è l'ospedale Ca' Foncello di Treviso, Hub provinciale con oltre 37.000 ricoveri annui, centro di riferimento per cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia oncologica complessa, terapia intensiva neonatale e centro trapianti. Attorno a esso, una rete di Spoke che porta l'eccellenza vicino ai cittadini: Conegliano, Vittorio Veneto, Castelfranco Veneto, Montebelluna e Oderzo. In dieci anni la rete ha registrato una crescita costante dell'attività arrivando nel 2025 a: circa 98.300 ricoveri annui, 298.000 accessi al Pronto Soccorso, 46.000 interventi chirurgici, 2.800.000 prestazioni specialistiche. La tecnologia ha accompagnato questa crescita: due robot Da Vinci a Treviso e Conegliano, navigazione robotizzata per le protesi di ginocchio, quattro acceleratori lineari per la radioterapia, mammografi con intelligenza artificiale.

Conegliano: il nuovo Blocco Urgenze ed Emergenze
L'ospedale di Conegliano sta vivendo la sua più grande trasformazione. Il nuovo Blocco Urgenze ed Emergenze, finanziato con 47 milioni di euro dal PNRR nell'ambito della missione "Verso un ospedale sicuro e sostenibile", rappresenta la prima fase di un piano di riassetto complessivo del presidio. L'investimento totale sfiora i 56 milioni.

Montebelluna: lo Spoke di eccellenza
L’ospedale di Montebelluna è stato inserito da Agenas tra i primi 15 nosocomi in Italia per la qualità delle cure, uno dei soli tre in Veneto, a conferma che non serve essere un Hub per garantire cure di eccellenza.

Oderzo: dal nodo territoriale al polo polifunzionale
L'ospedale di Oderzo sta crescendo secondo un piano articolato in più fasi. L'Accordo di Programma con Ministero della Salute e Regione Veneto prevede interventi complessivi per oltre 26 milioni di euro, utilizzando risorse ex art. 20 della Legge 67/88.

Castelfranco Veneto: sicurezza sismica e nuovi servizi
L'ospedale di Castelfranco Veneto ha affrontato una sfida complessa: l'adeguamento sismico del monoblocco principale, un intervento strutturale che ha richiesto anni di lavoro senza mai interrompere l'attività ospedaliera. Parallelamente, ai piani 10° e 11° sono stati realizzati due Ospedali di Comunità per complessivi 40 posti letto, con un investimento di circa 3 milioni di euro.

Vittorio Veneto: adeguamento sismico e rinnovo delle degenze
L'ospedale di Vittorio Veneto ha completato l'adeguamento sismico dei corpi alti e il rinnovo del settimo piano, con miglioramento degli standard alberghieri delle degenze. Gli interventi hanno riguardato sia l'aspetto strutturale che quello funzionale, garantendo sicurezza e qualità degli spazi per pazienti e operatori. In questo presidio è stato inoltre realizzato un Ospedale di Comunità, con un investimento di 2 milioni di euro per circa 950 mq di superficie.

UMANIZZAZIONE: GLI OSPEDALI CHE CURANO ANCHE L’ANIMA
C'è un filo che attraversa tutto il decennio e che i numeri faticano a catturare: la convinzione che un ospedale non sia solo un luogo dove si cura, ma un luogo dove si vive. E che la qualità di quella permanenza faccia parte della cura. Al Ca’ Foncello sono state realizzate la "Stanza dei sogni" per la sedazione pediatrica, la sala cinema per i piccoli pazienti, spazi di umanizzazione in Pronto Soccorso, le oasi di verde nei cortili interni, i concerti nelle aule magne. Oltre 200 associazioni di volontariato operano fianco a fianco con i professionisti, dai clown dottori ai gruppi di ascolto oncologici, costruendo quella rete di calore umano che la sanità pubblica, da sola, non può garantire.

LE PERSONE: IL MOTORE DELLA TRASFORMAZIONE
Quasi 9.500 professionisti e nuove importanti figure che sono nate in questi anni e oggi sono centrali nel modello assistenziale: infermieri di famiglia e comunità, case manager, operatori delle Centrali Operative Territoriali. La sida dell’innovazione continua riguarda anche i professionisti: per questo l’azienda ha registrato il record storico nell’ambito della formazione: 852 momenti formativi nel 2024, 31.595 partecipazioni, il dato più alto mai registrato.

INNOVAZIONE: LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA CURA
Sede pilota regionale per la telemedicina, con 350.000 prestazioni erogate in dieci anni e il 97% di soddisfazione degli utenti. Point of Care in 56 RSA che hanno ridotto del 40% i ricoveri per polmonite e sepsi e del 26% i decessi ospedalieri. Il Fascicolo Sanitario Elettronico come infrastruttura invisibile che connette ospedale, territorio, domicilio. L'intelligenza artificiale nella lettura delle mammografie e nel supporto alle diagnosi. In dieci anni l'Ulss 2 ha costruito un ecosistema digitale con un solo obiettivo: liberare tempo per la cura, abbattere le distanze, mettere il paziente al centro di un sistema che parla un'unica lingua.

LA GESTIONE ECONOMICA: UN MILIARDO E MEZZO DI RESPONSABILITÀ
Gestire un'azienda sanitaria delle dimensioni dell'Ulss 2 significa amministrare ogni anno quasi un miliardo e mezzo di euro di risorse pubbliche, mantenendo al contempo l'equilibrio di bilancio e garantendo la qualità dei servizi. In dieci anni, attraverso una profonda trasformazione organizzativa, il progressivo efficientamento dei processi gestionali e una rigorosa programmazione degli investimenti, tra cui il project financing per la Cittadella e l'intercettazione dei fondi PNRR, l'Azienda ha preservato la sostenibilità economica senza mai ridurre l'offerta di servizi.

"I miei dieci anni all’Ulss 2 sono stati anni complessi ma, anche molto ricchi di soddisfazioni: quella che lascio, con inevitabile commozione dopo tanti anni in cui ho trascorso più tempo qui che a casa, è un’Azienda sana in cui operano professionisti di alto livello. Certo non perfetta, perché la perfezione non esiste, ma più integrata, più innovativa, più umana, più vicina ai cittadini. A tutti, personale, sindaci, associazioni, volontariato va il mio più sentito ringraziamento e l’invito a continuare ad aver cura della nostra sanità che, il recente caso di Lindsey Vonn lo conferma, tanta parte del mondo ci invidia".
Francesco Benazzi
 
Video di presentazione Bilancio di Mandato https://www.youtube.com/watch?v=J9D_fIj-LWM
Ultimo aggiornamento: 23/02/2026