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Polo Universitario di Treviso, 480 matricole accolte oggi dal presidente della Regione

Stefani: “A questi ragazzi affidiamo la cosa più importante, la nostra salute”

(n. 53/2026) “Sono qui per dire grazie a questi studenti, per il contributo che daranno al sistema sanitario del nostro territorio e ai cittadini veneti. Ringraziare, tuttavia, non basta: ho aperto un tavolo di confronto con le università pubbliche del Veneto, con l’obiettivo di realizzare insieme un piano per trattenere i talenti e assicurare a studenti, ricercatori e neolaureati condizioni di vita più vantaggiose.  A queste ragazze e a questi ragazzi i veneti affideranno la cosa più importante, ossia la salute. Per questo auguro a loro un buon Anno Accademico e un percorso di studi rigoroso e ricco di soddisfazioni, e assicuro che la Regione sarà sempre di più al loro fianco”. Queste le parole con cui il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani ha accolto, questa mattina nell’Auditorium della Provincia, le 480 matricole dei Corsi di Laurea della delle Professioni Sanitarie e di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova ospitate dall’Ulss 2 nel Campus di Treviso.
Ad accogliere gli studenti, accanto al presidente, il sindaco di Treviso Mario Conte, il presidente della Provincia, Marco Donadel, il presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Padova, Angelo Paolo Dei Tos, il direttore generale dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri.
“Mettetevi sempre in gioco siate avidi di conoscenza perché così diventerete professionisti migliori”, l’invito rivolto ai “colleghi”, in apertura della cerimonia, da Francesca Tormena e Tommaso De Angelis, iscritti, rispettivamente al 2° anno del Corso di Laurea in Infermieristica e al 6° anno di Medicina.
A sottolineare “l’importanza del ruolo che gli studenti andranno ad assumere, nella sanità del futuro”, il presidente della Provincia; “Stiamo investendo 50 milioni di euro, dateci una mano”, l’invito del sindaco Conte.
“Ho in comune con voi il compito di costruire la sanità del futuro, una sanità in cui non basterà essere competenti nella propria disciplina perché le competenze distintive saranno le soft skill, dal lavoro di squadra alla capacità di revisionare e migliorare i processi e i percorsi paziente”, ha sottolineato Bizzarri.
A rimarcare “l’importanza del Polo Universitario di Treviso, e la forte collaborazione con le istituzioni, così vicine ai giovani”, il prof. Angelo Paolo Dei Tos, presidente della Scuola Medicina e Chirurgia, presente in rappresentanza dell’Università di Padova assieme al prof Paolo Sambo e al prof Marco Ferrante.

I DATI
I 480 nuovi iscritti del Polo Universitario di Treviso frequentano gli otto Corsi di Laurea attivi nella sede di Treviso: Assistenza sanitaria, Igiene dentale, Infermieristica, Medicina e Chirurgia, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche di laboratorio biomedico e Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia. Complessivamente, considerando tutti gli anni di corso, gli iscritti sono 1.520.  Il dato conferma un trend di crescita rispetto allo scorso Anno Accademico, quando le matricole erano 467 e gli studenti complessivi 1.358. Un incremento che evidenzia il rafforzamento dell’attrattività del Polo universitario trevigiano e il ruolo sempre più strategico dell’offerta formativa sanitaria per lo sviluppo della città e del territorio.

LA QUALITA’ DELLA FORMAZIONE
Tutti gli intervenuti hanno sottolineato come la qualità della formazione rappresenti il pilastro su cui costruire una sanità moderna, sostenibile e centrata sulla persona. Particolare attenzione è stata dedicata dai relatori al ruolo dei professionisti sanitari di domani, “sempre più centrali sui percorsi assistenziali e sulla presa in carico globale della persona. L’approccio formativo – hanno sottolineato - si orienta infatti verso modelli integrati, che combinano teoria, pratica clinica e sviluppo di competenze trasversali, tra cui comunicazione, etica e gestione della complessità”.
L’offerta formativa del Campus di Treviso testimonia la ricchezza e la diversificazione dei percorsi disponibili, pensati per rispondere in modo concreto ai bisogni emergenti della popolazione.
Elemento distintivo emerso nel corso della giornata è la forte sinergia tra Università, Azienda Sanitaria e territorio, che consente agli studenti di vivere fin da subito un’esperienza formativa immersiva e orientata alla pratica, in contesti reali e altamente qualificati.
Guardando al futuro, la formazione dei professionisti della salute si configura sempre più come un laboratorio di innovazione: digitalizzazione, intelligenza artificiale, telemedicina e nuovi modelli organizzativi rappresentano sfide e opportunità che richiedono una preparazione solida, dinamica e orientata al cambiamento.

Ultimo aggiornamento: 19/03/2026