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“Vivere bene con la demenza”, al via a Conegliano un nuovo percorso di supporto per persone con diagnosi neurocognitiva

(n. 64/2026) “So di avere dei problemi di memoria, mi piacerebbe parlarne con altre persone che stanno vivendo la stessa esperienza per capire se anche loro hanno le stesse perplessità”. Franco nome di fantasia, 70 anni, descrive così il senso di smarrimento che lo accompagna da quando, cinque anni fa, ha ricevuto la diagnosi di Demenza a Corpi di Lewy. “Non mi sarei mai aspettato di dover fronteggiare una malattia come questa. Da quando ho capito che qualcosa in me stava cambiando, mi sono sentito via via sempre più impotente e vulnerabile”.
È proprio per rispondere a questo bisogno di ascolto e condivisione che parte oggi l’iniziativa “Vivere bene con la demenza”, un ciclo di incontri inserito nello studio multicentrico no-profit “Percorsi di adattamento alla diagnosi e coinvolgimento attivo per persone con disturbo neurocognitivo” organizzato dall’équipe del Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’Unità operativa di Geriatria dell’ospedale di Conegliano. Lo studio, guidato dal Coordinamento Regionale Rete Patologie Neurodegenerative, è finanziato dal Ministero della Salute e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nell’ambito del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze 2024-2026.
Il programma prevede dieci incontri settimanali rivolti a un gruppo selezionato di partecipanti, guidati da due psicologhe esperte. Il percorso si articola su due binari:
•    Informazione e strategia, per fornire strumenti realistici per comprendere i disturbi della memoria e gestire le sfide quotidiane.
•    Supporto emotivo, per creare un ambiente protetto dove rompere l’isolamento e trasformare l’impotenza in una forma di adattamento attivo.
Al termine dei dieci incontri, i partecipanti avranno la possibilità di proseguire l’esperienza con un percorso di “coinvolgimento significativo” presso i Centri di Sollievo del territorio, supportati da psicologi formati.
“L’iniziativa – spiega la dr.ssa Volpato, direttore della Geriatria di Conegliano - punta a migliorare concretamente la qualità della vita dei pazienti, aumentando l’autostima e riducendo il senso di solitudine che spesso segue la diagnosi. Attraverso il confronto con i pari - prosegue - la malattia smette di essere un tabù da vivere nel silenzio e diventa una condizione da affrontare con strategie pratiche e supporto reciproco”.

mercoledì 01 Aprile 2026
Ultimo aggiornamento: 01/04/2026