(n. 100/2026) Per la XXV Giornata Nazionale del Sollievo di oggi, 31 maggio, istituita per promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale, l’Ulss 2 risponde allo slogan nazionale “Io mi prendo cura” non solo attraverso i numeri di una rete assistenziale radicata e diffusa, ma anche dando spazio a due progetti speciali che uniscono il mondo della scuola, l’espressione artistica e l’umanizzazione delle cure.
GLI EVENTI
Per celebrare la Giornata del Sollievo e testimoniare il valore profondamente umano di questo lavoro, due significativi appuntamenti sono stati pensati per il territorio mettendo in luce lo sguardo dei giovani e il potere terapeutico dell'arte.
Il primo appuntamento, dal titolo "Voci che curano: uno sguardo giovane sulle cure palliative", si è svolto venerdì scorso all'ISISS “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo. L'evento, nato a conclusione di un intenso progetto di Alternanza Scuola-Lavoro “Isole, arcipelaghi. Accompagnare le solitudini del nostro tempo”, ha visto delle studentesse del Liceo delle Scienze Umane immergersi nella quotidianità dell'hospice “Casa Antica Fonte” di Vittorio Veneto. Accanto a medici, infermieri, OSS, psicologi e ai volontari LILT, le ragazze hanno compreso il valore della condivisione in équipe e si sono accostate con delicatezza al mondo dei pazienti, partecipando anche a momenti di confronto come il consueto "tè delle 17:00". Durante l'incontro istituzionale di venerdì è stato proiettato un video-dialogo con le interviste realizzate dalle studentesse agli operatori sanitari, seguito da un momento di confronto tra i professionisti, le famiglie, gli insegnanti e dalla testimonianza diretta delle giovani protagoniste.
Il secondo percorso, intitolato "Oltre lo sguardo: un percorso di luce e colore", è la mostra di opere che per alcune settimane rimarranno esposte all'interno dell’hospice. Si tratta di una mostra di quadri realizzati da un’infermiera di un altro Servizio Ulss 2, Giusy Ciardo, che dopo essersi ammalata ha scoperto nella pittura il suo modo di reagire e di dire “Grazie!”. L’esposizione delle opere, vista come un diario cromatico della resilienza, è per lei un atto d’amore e di riconoscenza verso coloro che non le hanno mai lasciato la mano. A ognuno di loro, alla loro vicinanza e al loro sostegno è dedicata la luce delle piccole tele. L'arte si inserisce così nei corridoi della struttura come un vero e proprio "farmaco complementare", che lenisce l’anima laddove la medicina tradizionale si ferma, capace di trasformare le pareti dell'hospice da confini di isolamento a orizzonti di senso e dignità.
LE CURE PALLIATIVE: I DATI
A guidare questa complessa rete territoriale è la dr.ssa Roberta Perin, Responsabile delle Cure Palliative, che coordina un'équipe multidisciplinare capace di muoversi dinamicamente tra le strutture dedicate e il domicilio del paziente. I dati confermano la solidità di questo modello integrato, che nel 2025 ha gestito ben 2.748 pazienti, di cui 2.519 a domicilio.
Si tratta di un'assistenza globale che supera i vecchi stereotipi: il 16,5% delle persone assistite ha infatti un'età inferiore o uguale ai 65 anni. Inoltre, le cure palliative estendono il proprio ambito di intervento ben oltre l'area prettamente oncologica. Circa il 20% dei pazienti seguiti è infatti affetto da patologie cronico-degenerative in fase avanzata, come le gravi malattie neurodegenerative, con una particolare attenzione alla SLA.
Il flusso assistenziale garantisce una forte continuità tra i nodi della rete, come dimostrano i 501 ricoveri tra l'hospice di Vittorio Veneto e l’hospice “Casa dei Gelsi” dell’ADVAR di Treviso, a cui si sommano i 164 ricoveri dell’hospice IOV collocato all’interno dell’ospedale di Castelfranco (Istituto Oncologico Veneto). Advar e IOV, grazie ad un rapporto ormai consolidato di collaborazione, accolgono prevalentemente pazienti in carico alle cure palliative domiciliari dell’Ulss 2. Il valore del ritorno a casa rimane centrale: circa il 9% dei pazienti viene dimesso dall'hospice per proseguire le cure palliative al proprio domicilio, e nel 54% dei casi l'accompagnamento al fine vita si compie serenamente all'interno della rete stessa, tra le mura domestiche o nelle strutture dedicate. Un'attività che si integra capillarmente nel territorio anche grazie agli ambulatori di Cure Simultanee, dove oncologo e palliativista lavorano integrati al fine di gestire i sintomi delle terapie oncologiche in pazienti inguaribili. Gli ambulatori sono attivi negli ospedali di Treviso, Montebelluna, Vittorio Veneto e Oderzo; a questi si aggiungono consulenze specialistiche offerte dai medici palliativisti nelle RSA e negli Ospedali di Comunità.