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L’influenza è una malattia stagionale che in Italia si manifesta soprattutto in inverno con un picco fra e dicembre e marzo.

È provocata dai virus influenzali, di cui si conoscono tre tipi diversi: il virus A e il virus B che causano l’influenza classica e il virus C che causa un’infezione di solito asintomatica o simile al raffreddore.

 

Vie di trasmissione

Il contagio avviene con le goccioline di saliva sparse con la tosse, gli starnuti o mentre si parla oppure toccando materiale contaminato da queste goccioline.

Una persona con l’influenza può trasmettere la malattia dalle 24 ore precedenti l’inizio dei sintomi fino a 7 giorni dopo l’inizio della malattia, però il virus può essere trasmesso per più tempo dai bambini piccoli e dalle persone con un sistema immunitario compromesso.

 

Sintomi e complicanze

La malattia ha un periodo di incubazione di 1-3 giorni.

Inizia bruscamente con febbre alta, mal di testa, malessere generale, dolore a muscoli e articolazioni, congiuntivite. Tutto questo assieme a tosse, mal di gola, raffreddore.

Generalmente la persona con l’influenza guarisce senza conseguenze, ma la malattia può causare complicanze che possono essere fatali. Le più frequenti sono bronchite e polmonite

In particolare sono a rischio di conseguenze gravi le donne in gravidanza, i bambini, gli anziani e le persone affette da patologie croniche.

 

Impatto sulla popolazione

I virus dell’influenza hanno una grande capacità di mutare, quindi ad ogni stagione si presentano con forme più o meno diverse. Tanto maggiore è la diversità con i virus che hanno circolato nelle stagioni precedenti, tanto più alto è il numero di casi, che quindi varia di anno in anno. Nelle stagioni influenzali dal 2000 in poi in Italia è stato colpito dal 4 al 12% della popolazione (dai 2,5 ai 7 milioni di casi l’anno). La fascia di età più colpita è quella di bambini tra 0 e 14 anni, mentre la mortalità più elevata si osserva nella fascia di età superiore ai 60 anni, dove si verifica il 90-94% dei decessi: l’età superiore ai 65 anni, da sola aumenta del 70% il rischio di sviluppare complicanze.

Nel mondo si stimano ogni anno circa 1 miliardo di casi con 250 – 500.000 morti