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Le malattie da pneumococco possono essere prevenute con la vaccinazione. Questo è particolarmente importante perché è sempre più frequente la possibilità che questo batterio sia resistente agli antibiotici più comuni.

Anche se i tipi di pneumococco sono più di 90, i vaccini usati proteggono contro quelli che causano la maggior parte delle malattie.
Attualmente sono in uso nella nostra ULSS due tipi di vaccino: il vaccino coniugato 13-valente (usabile dalle 6 settimane di vita in su, protegge contro 13 tipi diversi) e il vaccino polisaccaridico 23-valente (usabile dai 2 anni di vita in su, protegge contro 23 tipi diversi).
I due vaccini sono formati da frammenti del batterio, non contengono batteri interi vivi.
La loro diversa conformazione fa sì che il vaccino 13-valente sia l’unico efficace nei bambini sotto i 2 anni e sia anche il più efficace nella protezione dalle forme invasive.
Sono somministrati per via intramuscolare preferibilmente sul deltoide negli adulti e nei bambini più grandi, sulla coscia nei bambini più piccoli.
Il pneumococco 13-valente ha mostrato un’efficacia (per i tipi compresi nel vaccino) di più del 90% contro le forme invasive di malattia nei bambini e del 75% nelle persone con più di 65 anni. Il 23-valente (sempre per i tipi compresi nel vaccino) raggiunge un’efficacia del 60-70%.

Calendario vaccinale

Bambini:

  • 3 dosi al 3°, 5° e 15°mese di vita (se il ciclo vaccinale inizia fra i 12 e i 23 mesi: 2 dosi con intervallo di almeno 2 mesi fra le dosi; dopo i 2 anni una singola dose è sufficiente)
     

Adulti:

  • a 65 anni 1 dose di vaccino 13-valente + 1 dose di vaccino 23-valente dopo almeno 8 settimane
  • Persone affette da condizioni di rischio
  • Tutte le età: calendario vaccinale variabile a seconda della condizione di rischio.
     

Chi non deve essere vaccinato

Non deve essere vaccinato chi ha avuto una reazione allergica grave a una dose precedente di vaccino o chi ha un'allergia grave nei confronti di qualunque componente del vaccino.
In presenza di febbre o di malattie acute importanti è opportuno valutare la possibilità di posticipare la vaccinazione.

Reazioni alla vaccinazione

Negli studi effettuati, la maggior parte delle reazioni avverse al vaccino è di modesta entità e varia secondo dose (la frequenza delle reazioni locali aumenta col numero di dosi) ed età (la febbre è più frequente tra bambini e persone più giovani).

Col vaccino 13-valente, nei bambini:

  • circa 8 su 10 mostrano irritabilità e/o nervosismo
  • circa metà presenta sonnolenza dopo la vaccinazione, perdita temporanea dell'appetito, arrossamento e tumefazione nella sede della puntura;
  • circa 1 su 3 gonfiore nella sede di iniezione;
  • 1 su 3 febbre moderata e 1 su 20 febbre più alta (oltre 39 °C)

Negli adulti le reazioni più frequenti sono quelle locali (rossore, dolore, gonfiore nel sito di iniezione), la febbre, il mal di testa, la diminuzione di appetito.
Febbre e alterazioni locali sono le reazioni più frequenti anche per il vaccino 23-valente.
La maggior parte di queste reazioni è lieve per intensità e durata.
Un vaccino, come qualunque altro farmaco, può causare reazioni allergiche anche molto gravi che sono però estremamente rare.