Questo sito utilizza cookie per seguirti nei servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca sull'apposito bottone.

Cliccando OK acconsenti all'uso dei cookie.

 
La parotite, conosciuta con il nome di “orecchioni”, è una malattia infettiva e contagiosa che si localizza in vari organi e tessuti, ma preferenzialmente interessa la ghiandola parotide, le prime vie aeree (faringe, laringe e trachea) e le altre ghiandole salivari.
L'agente responsabile è un virus che si diffonde attraverso le goccioline di saliva emesse nell’aria dal malato o per contatto diretto con materiale contaminato da saliva infetta. Il virus si può ritrovare nella saliva per 1-6 giorni prima della comparsa dei primi sintomi e per tutta la durata della malattia.
 
Epidemiologia
 
La patologia è endemica (cioè sempre presente nella collettività) con picchi epidemici che si presentano ogni 2-5 anni.
La maggior parte dei casi di malattia si verificano nel tardo inverno e all'inizio della primavera.
Sebbene la malattia possa presentarsi ad ogni età, questa si verifica più frequentemente in bambini di età compresa fra 5 e 10 anni. 
In Italia, a partire dal 1999, si è registrato un progressivo aumento delle coperture vaccinali e, in parallelo, un calo continuo del numero dei casi, che dal 2003 sono scesi stabilmente sotto i 5.000 all’anno.
 
Sintomatologia
 
Dopo un periodo d’incubazione che può durare da due a quattro settimane (in media 16-18 giorni), la malattia esordisce con sintomi non specifici come febbre modesta, malessere, perdita dell’appetito e cefalea.
Nel giro di 2-3 giorni la parotide aumenta di dimensioni procurando al malato dolore alle orecchie e all’angolo della mandibola (zona parotidea), conferendo al viso del malato l’aspetto caratteristico da cui deriva la denominazione di “orecchioni”. 
 
Complicanze
 
  • Meningite: si osserva in circa il 10% dei pazienti e si risolve senza sequele dopo 3-10 giorni.
  • Encefalite: si osserva in circa il 0.06-0.03% dei casi; porta raramente alla morte, ma si possono avere conseguenze permanenti.
  • Orchite (infiammazione dei testicoli): è la complicanza più frequente nei maschi in età post-puberale. E’ una malattia infiammatoria molto dolorosa, caratterizzata da gonfiore di uno o entrambi i testicoli. Circa la metà dei pazienti con orchite sviluppa qualche grado di atrofia testicolare; la sterilità è un evento raro.
  • Altre complicanze più rare: ooforite (infiammazione delle ovaie), pancreatite, sordità per il coinvolgimento dell’orecchio interno. 
Il contagio durante il primo trimestre di gravidanza è associato ad un’alta percentuale di aborti spontanei (25%); non comporta invece il rischio di malformazioni per il feto.