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Per fronteggiare la grande capacità di mutare dei virus influenzali, la composizione del vaccino cambia ogni anno e viene indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di solito in febbraio, così da consentire la produzione della quantità di vaccino richiesta entro l’inizio della stagione influenzale successiva.

La scelta sui ceppi virali da includere nel vaccino viene presa a partire dalle caratteristiche dei virus che hanno circolato nella stagione precedente.

I vaccini contro l’influenza contengono frammenti di virus (non c’è né virus vivo né virus intero inattivato dentro ad essi).
 

Efficacia del vaccino

Anche a causa di questa tempistica, l'efficacia del vaccino, cioè la quota di persone che sono protette dall'influenza a seguito della vaccinazione, non è mai attorno al 100% come succede per la maggior parte dei vaccini per l’infanzia, ma tra il 60 e il 70% perché sono quasi sempre presenti virus influenzali diversi rispetto a quelli contenuti nel vaccino.

È quindi molto importante aumentare il numero di persone vaccinate così da far diminuire la circolazione del virus anche con un’efficacia più bassa.
 

Tipi di vaccino

In generale possono essere divisi in “split” e “adiuvati”

Il vaccino split, contiene solo quelle particelle del virus, chiamate antigeni, che stimolano la risposta immunitaria e le cellule della memoria. Derivando da virioni frammentati, quindi con un minor contenuto di componenti virali, è meno reattogeno, quindi da meno reazioni ma anche l'immunogenicità e l'efficacia sono ridotte.

Il vaccino adiuvato, è costituito dalla combinazione del vaccino influenzale con particelle di virus con l’MF59, un’emulsione di olio in acqua, sostanza naturalmente presente nel nostro organismo con ruolo di stimolazione del sistema immunitario. Questo vaccino presenta una maggiore efficacia, soprattutto nelle persone con bassa risposta ai vaccini influenzali tradizionali (anziani, trapiantati, affetti da Hiv). La tollerabilità del vaccino influenzale adiuvato è buona, anche se è segnalata una discreta incidenza di reazioni locali.
 

I vaccini in uso nella stagione 2018-19 sono:

  • un vaccino split quadrivalente che contiene antigeni dei ceppi virali:
    • A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09
    • A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)
    • B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria)
    • B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata)

che può essere usato per tutte le persone dai 6 mesi in su;
 

  • un vaccino adiuvato trivalente che contiene antigeni dei ceppi virali:
    • A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09
    • A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)
    • B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria)

per le persone dai 65 anni in su.

ll vaccino viene somministrato tramite iniezione intramuscolare, di solito sul deltoide.
 

Quando si effettua la vaccinazione

Il vaccino dovrebbe essere somministrato tra metà ottobre e fine dicembre. Siamo protetti dall’influenza dopo due settimane dalla somministrazione del vaccino.

 

Chi non deve essere vaccinato

Non deve ricevere la vaccinazione antiinfluenzale:

  • chiunque abbia manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a una qualsiasi componente del vaccino
  • chi abbia manifestato una sindrome di Guillain-Barre´ insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale. (Una sindrome di Guillain Barre´ non correlata a vaccinazione antinfluenzale e insorta da piu` di un anno e` motivo di precauzione)
  • il vaccino antinfluenzale non è indicato nei bambini al di sotto dei 6 mesi.

In presenza di febbre o di malattie acute importanti è opportuno valutare la possibilità di posticipare la vaccinazione.

Non vi e` controindicazione a vaccinare le persone asintomatiche a epidemia gia` iniziata.

 

Reazioni alla vaccinazione

Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali: dolore, arrossamento, gonfiore nel sito di iniezione.

Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, dolori muscolari, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni.

Sono stati riferiti eventi rari come nevralgie, parestesie, disordini neurologici, diminuzione del numero di piastrine e reazioni allergiche gravi. La correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi avversi non e` stata dimostrata.

I vaccini antinfluenzali contengono solo virus inattivati o parti di questi, pertanto non possono essere responsabili di infezioni da virus influenzali.