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Il vaccino è costituito da parti inattivate del batterio che provoca la pertosse.
Non esiste in formulazione singola e viene somministrato solo in combinazione con altri vaccini:  

La schedula di vaccinazione raccomandata per i bambini è di 5 dosi:


• un ciclo base di 3 dosi nel primo anno di vita (al 3°, 5° e 13° mese) seguito da due dosi di richiamo all’età di 6 e 14 anni.

Dopo la 5° dose, vengono proposti richiami ogni 10 anni assieme ai vaccini contro tetano e difterite.
 

Vaccinazione in gravidanza

I neonati che possono subire i danni più gravi da questa malattia.
Per proteggerli la strategia migliore è vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza per consentire il trasferimento di anticorpi al feto attraverso la placenta. Questi anticorpi conferiranno protezione al bambino fino allo sviluppo di una protezione attiva attraverso la vaccinazione.
Si consiglia la vaccinazione intorno alla 28° settimana di gestazione (terzo trimestre), anche se la donna è in regola con i richiami decennali o anche se è ha già contratto la pertosse in precedenza.
E’ raccomandato effettuare la vaccinazione contro la pertosse ad ogni gravidanza: questo potrà garantire il passaggio di un alto livello di anticorpi ad ogni nascituro.
Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto. 
La stessa vaccinazione può essere offerta a tutto il nucleo familiare ed a tutti coloro che si prenderanno cura del bambino (strategia del bozzolo "cocoon").

 

Il vaccino esiste in diverse formulazioni, le più utilizzate sono le seguenti:

  • associato a tetano, difterite, poliomielite (IPV), Haemophilus influenzae b, epatite B : è il vaccino esavalente che normalmente si utilizza per neonati e bambini
  • associato con tetano, difterite e polio: utilizzato per i richiami dell’infanzia e dell’adolescenza
  • associato con tetano e difterite: comunemente utilizzato per i richiami negli adulti.

Esistono ulteriori formulazioni associate utilizzate per casi specifici.

 

Chi non deve essere vaccinato

Non deve ricevere la vaccinazione contro il tetano chiunque abbia una storia di ipersensibilità importante a qualsiasi componente del vaccino o chi abbia avuto una reazione allergica grave ad una dose precedente di vaccino.
Qualora siano presenti malattie moderate o gravi (compreso vomito e diarrea importanti) è opportuno attendere la guarigione prima di effettuare la vaccinazione.
 

Reazioni alla vaccinazione

Il vaccino è generalmente ben tollerato.
Le reazioni locali si verificano nel 20% dei casi e comprendono dolore, rossore e gonfiore nel punto dove è stata eseguita l'iniezione. Si possono verificare anche reazioni sistemiche come la febbre per lo più di modesta entità. 
Questi effetti si verificano in genere entro 48 ore dalla vaccinazione e durano fino a un paio di giorni.
Altri effetti collaterali, come le neuriti (infiammazioni delle terminazioni nervose), possono verificarsi raramente in soggetti adulti, in particolare se sottoposti ad un numero elevato di dosi di richiamo.